Foti chiama il "Granillo": basterà una lettera?
Reggina-Padova: 397 paganti (circa 40 sostenitori del Padova). Questa è stata la risposta del pubblico amaranto dopo la fine di un mercato senza botti e in seguito alle parole rilasciate dal presidente Foti in conferenza stampa ("Se al tifoso non sta bene io non ho che farvi"). Si è parlato di bilancio in bilico dopo aver sbandierato, per tutto gennaio, di essere alla ricerca di un attaccante. Con tanto di nomi, Lodi su tutti.
La risposta dei "nati amaranto" non dev'essere piaciuta molto. Nessuna ammenda da parte della società. Ma una lettera. Dopo il successo di Modena, tanto fortunato quanto fondamentale per liberarsi dal complesso di inferiorità, evidenziato proprio da Bonazzoli a fine gara contro il Padova, i giocatori hanno iniziato a lanciare appelli a voce. E poi scritti.
I simboli di questa nuova campagna di coinvolgimento non sono stati scelti a caso. Prima Simone Rizzato, poi Emiliano Bonazzoli e, infine, Christian Puggioni. Probabilmente i migliori di quest'anno, per intenderci. Lo dicono i numeri.
"Noi, insieme al pubblico, sabato potremmo toglierci una bella soddisfazione perché giocare contro una squadra così di blasone, riuscire a fare risultato potrebbe dare quell’iniziezioni di fiducia che ci porterebbe fino alla fine del campionato e tutti insieme raggiungere un risultato importante che dall’inizio magari era insperato". Così, Simone Rizzato.
La lettera, a nome di tutta la squadra, ma firmata in calce dal capitano e dal tecnico, prima ricorda lo spareggio di Bergamo. Poi il Granillo dei bei tempi. Oggi abbiamo bisogno di esser travolti e sostenuti da questo meraviglioso affetto. E’ il momento di farci sentire, concretamente, il valore che date alla maglia che rappresenta Reggio in Italia. C’è solo un modo per vivere questo momento insieme. Infine l'appello al "nato amaranto", personaggio destinato a fare strada al pari delle "difficoltà oggettive", che termina con un "Noi ci siamo...e tu?".
Chi vive fuori condanna chi diserta lo stadio. Perché rinunciare a seguire la squadra quando la si ha a 5 minuti di macchina? Le televisioni hanno contribuito alla diffusione di sagome di "tifosi finti" (vedi Trieste). A Reggio, invece, chi non va allo stadio diventa un "finto tifoso". Non se ne capisce il motivo, perché la fede calcistica non si dovrebbe misurare nei chilometri percorsi, nelle bugie dette ai genitori per andare in trasferta o nel numero di biglietti conservati in un cassetto. L'amore verso la Reggina pervade tutta la città. Che è cresciuta grazie alla squadra. E chi la abita, quando la Reggina va male, ne soffre.
"Abbiamo scritto questo pensiero per coinvolgere tutto il pubblico amaranto perché sappiamo che per sognare ci vuole forza, ci vuole coraggio. Ma per sognare bisogna essere in tanti. Bisogna essere tutti sulla stessa barca. Noi, all’inizio del campionato, non eravamo sicuramente voluti bene da tante persone, ma attraverso il nostro atteggiamento abbiamo fatto capire che questa squadra ha il coraggio di sognare. Ora per sognare, per arrivare al sogno finale, abbiam bisogno del coraggio di tutti. Ecco perché noi abbiamo cercato di coinvolgere voi, per richiamarvi, per farvi capire che abbiamo bisogno di voi. Questo è il motivo che ci ha spinti a scrivere questa lettera: per far tornare Reggio, la Reggina, in una realtà veramente importante e che possa produrre soddisfazioni a tutti. Noi ci siamo. E voi ci sarete sabato?". Queste le parole di Puggioni.
Ovviamente i calciatori, in questo caso, sono dei testimonial che fanno maggior presa di Foti nel rivolgersi ai tifosi. Non basta però una partita di cartello, o un investimento di responsabilità al fine di fare risultato, per sperare di riempire il Granillo come ai vecchi tempi. Serve un progetto, prima tecnico e poi economico (come è giusto e normale che sia). Servono franchezza e sincerità. C'è stata l'occasione di riportare la gente allo stadio in questo mercato di gennaio. Uno dei "nati amaranto" di questa squadra, Simone Missiroli, il capitano, è stato venduto e non è stato sostituito. Nonostante i proclami. Adesso è più difficile recuperare i tifosi. Basterà una lettera? Sicuramente l'appello della società rientra nell'ordine delle cose. Ma chi non sarà al "Granillo" non sarà da condannare. Così come i presenti.
