"Giocatori di B e C in cassa integrazione? Caiata in missione", le idee per fronteggiare la crisi

26.03.2020 11:36 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
© foto di Salvatore Colucci
"Giocatori di B e C in cassa integrazione? Caiata in missione", le idee per fronteggiare la crisi

"Giocatori di B e C in cassa integrazione? Caiata in missione", si legge su Gazzetta dello Sport nelle pagine nazionali.

"Anche i calciatori in cassa integrazione: è quanto emerso nella video riunione di due giorni fa tra Lega e Federazione. Ieri il presidente Dal Pino ha relazionato gli interlocutori, cioè i club riuniti in assemblea, su quanto successo il giorno prima. Rientra nelle proposte a cui hanno lavorato i club quella sul taglio degli stipendi dei giocatori, ora accolta anche dalla Federazione. Da qui arriverà presto al governo e c’è un punto che differenzia la Serie A da B e C. La decurtazione degli ingaggi potrà colpire l’intera categoria dei calciatori prof, ma con una diversa consistenza. Non è un caso che nel documento che la Figc girerà al Governo ci sia una specifica: si richiede l’estensione della cassa integrazione e contratti di solidarietà per i lavoratori non sportivi ed eventualmente anche agli sportivi di B e C. Così i calciatori potrebbero finire per la prima volta in cassa integrazione. Lo spiega il presidente del Potenza, ma anche consigliere della Lega di C e parlamentare (Fratelli d’Italia) Salvatore Caiata. «Il consiglio di Lega mi ha incaricato di seguire alla Camera l’iter per la cassa integrazione ai calciatori, ma non possiamo chiedere di più allo Stato. Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo autoregolamentarci». Caiata non nasconde il pessimismo. «Ci auguriamo il contrario ma siamo in molti a credere che non si possa tornare in campo per questa stagione. Lo sconfinamento a luglio presenterebbe ostacoli burocratici difficili da superare. C’è da evitare un disastro: noi presidenti siamo chiamati a salvare le nostre aziende».

La proposta, da rifinire, è mirata: «La stagione andrebbe annullata nei suoi effetti giuridici, per alleggerire i club di spese insostenibili. Se non si vuole correre il rischio di un’ecatombe di società piccole e medie, va neutralizzato per il 2020-21 il sistema delle licenze nazionali mantenendo valide le garanzie prodotte la scorsa estate»", scrive il quotidiano sportivo.