SERIE B, Juve Stabia-Entella finisce in rissa: coinvolto un ex Reggina

11.07.2020 09:15 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
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SERIE B, Juve Stabia-Entella finisce in rissa: coinvolto un ex Reggina

Juve Stabia-Virtus Entella non si è conclusa con il triplice fischio dell'arbitro. Infatti, è Gazzetta dello Sport a riportare i fatti che hanno coinvolto l'ex difensore della Reggina Coppolaro

"Si è conclusa nel peggiore dei modi la sfida di Serie B tra Juve Stabia ed Entella. La gara, terminata 1-1 e già molto tesa in campo con due espulsi, è degenerata al termine dell'incontro quando un collaboratore tecnico del club campano, Pasquale D’Inverno, è entrato in contatto con il calciatore dei liguri Mauro Coppolaro, che è finito in ospedale per accertamenti. I controlli medici non hanno evidenziato problemi per il difensore dell'Entella, che è potuto ripartire con la squadra e sarà poi visitato in Liguria.

La rissa rischia di avere pesanti ripercussioni. Alla scena hanno infatti assistito un delegato della Lega B e le forze dell’ordine, che hanno portato in caserma D’Inverno e Coppolaro per l’identificazione. Il primo è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Intanto, sia l’Entella sia Coppolaro sarebbero intenzionati a sporgere denuncia, mentre il club campano in tarda serata ha emesso un comunicato: “In merito a quanto avvenuto in occasione della gara Juve Stabia-Entella negli istanti successivi al momento dell’espulsione dei calciatori Canotto e Coppolaro, la S.S. Juve Stabia tiene a precisare che il calciatore Luigi Canotto - a differenza di quanto apparso su alcune testate on line - non è assolutamente stato trasportato in caserma e sottoposto a stato di fermo. Canotto è rientrato negli spogliatoi ed al termine del match ha anche avuto un sereno confronto con il direttore di gara. Allo stesso modo la S.S. Juve Stabia smentisce in modo categorico che un suo dirigente sia stato sottoposto a stato di fermo o identificato dalle forze dell’ordine. Spiace dover leggere fantasiose ricostruzioni che la società si vede costretta a smentire con forza”.