Ricciardi su tamponi e riapertura stadi ai tifosi: "Valutiamo alternative: si a riaperture parziali"

16.09.2020 13:55 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Bursi
Ricciardi su tamponi e riapertura stadi ai tifosi: "Valutiamo alternative: si a riaperture parziali"

Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell'Oms e consulente del ministro della Salute, interpellato da Sky, ha fatto il punto relativamente alla questione tamponi sollevata dal presidente FIGC Gravina. Ad oggi, il protocollo prevede il test ogni quattro giorni, con relativo esborso economico mica indifferente da parte dei sodalizi:

"Il tampone ogni quattro giorni per i calciatori era una misura pensata per il calcio ultra professionistico e per la serie A, che poi e' stata estesa alle serie inferiori senza che noi fossimo interpellati. Noi possiamo tarare, sempre sulla base dell'evidenza scientifica, delle misure che allo stesso tempo siano sicure ma anche sostenibili da parte di squadre dilettantistiche o che non hanno le stesse possibilità della serie A. Per la serie A per il momento rimangono i quattro tamponi, pero' visto che la misura in qualche modo incide in maniera forte sulle mucose dei calciatori, perche' avere un tampone ogni quattro giorni è qualcosa che comunque ha un impatto, stiamo analizzando delle alternative".

Quanto alla possibilità di riapertura degli stadi Ricciardi ha aggiunto: "In questo momento assembramenti di massa che coinvolgono migliaia di persone non sono pensabili, bisogna vedere l'effetto dell'apertura delle scuole, poi riconsiderare la riapertura di assembramenti un po' piu' grandi. Ma certamente, fino a quando non avremo un vaccino o una terapia specifica, portare decine di migliaia di persone, tutte insieme, a contatto uno con l'altra, non è possibile. Aperture parziali invece potranno esserci ma l'apertura non deve essere fine a se stessa, ma va tutela sia nel momento di accesso sia nel momento di deflusso. Ovviamente si tratta di un consiglio tecnico scientifico poi, come è noto, e come è stato evidente con le discoteche, i presidenti di Regione possono prendere anche decisioni alternative. Il problema è che si rimette in circolazione il virus".