REGGINA, LA SPIETATEZZA DELLA B E LE PRIME CERTEZZE

18.10.2020 16:53 di Valerio Romito   Vedi letture
REGGINA, LA SPIETATEZZA DELLA B E LE PRIME CERTEZZE
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© foto di Andrea Rosito

Non è del tutto scomparso, a distanza di 24 ore, quel retrogusto amaro per la mancata prima vittoria esterna in campionato, sfuggita beffardamente quando, nonostante le tante mancate occasioni per archiviare la pratica potessero comunque far intravedere qualche spettro, il canovaccio della gara volgeva nettamente verso il secondo meritato successo consecutivo amaranto. Invece gli dei del calcio hanno voluto con forza ribadire quella vecchia massima calcistica che sancisce, più o meno inesorabilmente, che chi sbaglia finisce per pagare.

Il principio assume maggiore valenza, anche in termini statistici, se si considera che non siamo più in C ma in serie B: anche l’anno passato, soprattutto dopo il giro di boa, in diverse occasioni la squadra non era riuscita ad “ammazzare” la gara, ma la grande solidità difensiva, unita spesso alla mancanza di spiccate individualità tra gli avversari, consentivano comunque di portare la barca in porto. Cosa che ovviamente non si può pretendere nel torneo cadetto, ove può bastare una palla buttata in mezzo ed un rivale con la giusta dose di bravura, esperienza e magari malizia, per raddrizzare o addirittura sovvertire le sorti della contesa, al di là del merito complessivo relativo agli interi novanta minuti.

Vi è però molto di più da trarre da questi primi turni di campionato: al di là dei risultati, e fermo restando che i cinque punti conquistati in tre giornate, di cui due in trasferta, ed oltretutto senza subire sconfitte, rappresentano un bottino più che lusinghiero per una matricola, ciò che può rappresentare una prima certezza riguarda certamente l’atteggiamento dei ragazzi di Toscano, in continuità con la passata stagione e senza alcun timore reverenziale, unito al costante tentativo di comandare il gioco per essere artefici delle proprie fortune già intravisto nell’esordio a Salerno, in cui il punto conquistato (anche lì non senza qualche rimpianto) assume una valenza più prestigiosa alla luce dei successivi risultati ottenuti dai campani, ed in netto crescendo negli appuntamenti successivi.

Neanche il tempo di metabolizzare, che tra due giorni si torna in campo, e non per una gara qualsiasi: ritroveremo il Cosenza in un derby che, soprattutto in serie cadetta, ha spesso caratterizzato le stagioni amaranto, soprattutto le ultime due vincenti. Mancherà come sappiamo il grande pubblico ma si rivedrà qualcuno sugli spalti per uno spiraglio di normalità, sperando di mantenere la media inglese e che, stavolta, il risultato possa coincidere con il merito.