REGGINA, LA CONSAPEVOLEZZA HA DUE DIREZIONI

15.09.2021 14:40 di Valerio Romito   vedi letture
REGGINA, LA CONSAPEVOLEZZA HA DUE DIREZIONI

La prima trasferta stagionale rappresenta sempre un banco di prova importante, una sorta di test d’ingresso utile a tastare la “consistenza” del gruppo al di fuori della confort zone del Granillo, oltretutto ancora più affidabile se il teatro è un derby, ed a quanto pare la Reggina può dire di averlo superato con la sufficienza ampia.

È chiaro che alla terza giornata tutto è ancora in divenire, visto che 5 punti rappresentano lo stesso bottino conquistato da Toscano e C. lo scorso anno di questi tempi prima che la lunga crisi di gioco e soprattutto risultati portasse all’allontanamento del tecnico reggino, fresco eroe solo poche settimane prima della cavalcata trionfale verso il ritorno in serie cadetta; per contro, non appare un’eresia affermare che rispetto alla passata stagione, pur avendo disputato un turno casalingo in più, gli avversari sin qui incontrati appartengono, almeno sulla carta, alla fascia altissima del torneo in termini di organici costruiti ed ambizioni dichiarate.

Non si può ovviamente affermare che la squadra abbia già una propria identità tattica, prova ne è la circostanza che il gioco di “comando” che Aglietti ha sempre praticato nei suoi tanti anni e tante squadre in B si intraveda a sprazzi, ma considerando anche il tenore dei rivali, la condizione non ancora ottimale di alcuni elementi chiave della manovra amaranto e, non ultimo, il rimaneggiamento che ha interessato quasi esclusivamente il reparto offensivo lo scorso sabato tra infortuni (Denis), squalifiche (Menez) ed impegni in nazionale (Rivas), può altresì affermarsi che probabilmente ci si trova più avanti di quanto lo stesso tecnico potesse aspettarsi in questo inizio di stagione.

Quello che invece risulta evidente è la consapevolezza, sempre più presente e permeante all’interno del gruppo, di poter affrontare ogni tipo di gara senza timori reverenziali e, di conseguenza, di non porre particolari limiti ai propri obiettivi stagionali; allo stesso modo, i tifosi e tutto l’ambiente dovranno acquisire un altro tipo di consapevolezza (qualche piccolo mugugno al termine della gara allo Scida, in tal senso, non sembra deporre granché) riguardante il terreno di scontro: mai come quest’anno (e non è il solito modo di dire) il livello generale ha alzato l’asticella in misura significativa, con tantissime squadre presentatesi ai nastri di partenza con mezzi tecnici di grande sostanza, per cui nessuno si aspetti altro che non sia sofferenza e tensione per tutte le gare che da qui in poi andranno a susseguirsi fino a maggio, del resto basta guardare a brevissimo raggio per capire già gli appuntamenti più prossimi continueranno a non offrire tregua in termini di difficoltà.

Importante dunque appare dare i giusti segnali innanzitutto in termini di presenze allo stadio già a partire da sabato pomeriggio, ed apprezzabile si dimostra in tal senso il piccolo ridimensionamento dei prezzi operato dalla società che, si spera, possa dare pochi alibi per impedire che i numeri delle prime due partite (buoni ma ampiamente migliorabili) possano essere superati.