REGGINA, L’ESPERIENZA PORTA SAGGEZZA MA NON TARPA LE ALI

19.10.2021 16:00 di Valerio Romito   vedi letture
REGGINA, L’ESPERIENZA PORTA SAGGEZZA MA NON TARPA LE ALI

A pochi sarà sfuggito il piccolo sfogo di Aglietti nel dopo partita di Vicenza, quale disapprovazione verso chi lasciava forse intendere una eccessiva sofferenza nel condurre in porto il primo preziosissimo successo esterno stagionale, anche considerando che lo stesso giunge immediatamente dopo la prima battuta d’arresto subita.

Chi segue le pagine di questa testata sa bene come si sia sempre fortemente apprezzato il fatto di essere riusciti, in un tempo relativamente breve, a riconquistare la serie cadetta, e quanto risulti fondamentale, al di sopra di ogni altra, seppur legittima, aspirazione, considerare la conservazione della stessa un elemento vitale per le stesse sorti della squadra e della società: ciò non deve necessariamente significare che si vogliano mettere le cosiddette mani avanti, o negare come la piazza ed il blasone inducano fisiologicamente a cercare di migliorarsi sempre, ma semplicemente che, come è ovvio, nulla può essere dato per scontato, e che non solo la grande esperienza del tecnico, ma anche quella recente delle vicende amaranto dovrebbero da sole bastare per ribadire il concetto che, nel calcio, le chiacchere le porta via il vento e rischiano di avere effetti unicamente fuorvianti, a danno di ciò che davvero conta, vale a dire la concretezza.

La vittoria di misura in terra veneta, effettivamente sofferta ma per nulla scontata, rappresenta l’ennesimo sintomo di come e quanto l’attuale serie B sia competitiva ed equilibrata, visto che chi occupa l’ultimo posto utile per la griglia dei play off, attualmente ricoperto proprio dagli amaranto, si trovi a soli tre punti dalla promozione diretta, ma che paradossalmente la zona calda della classifica sia distante appena un punto in più.

Bisogna invece trarre tutte le note positive dalla gara di sabato scorso, che ha visto la squadra trarre giovamento dalla pausa del torneo, nonché insegnamento dagli errori commessi a Pisa, per disputare una prestazione difensiva pressoché perfetta, condita da quella dose di cinismo offensivo mancata in altre occasioni e che probabilmente avrebbe consentito di racimolare un altro paio di punti per una classifica che già così risulta comunque piuttosto soddisfacente e che va quantomeno tutelata. Poi nulla vieta, al di là del mantenimento di un profilo saggiamente basso, di guardare verso l’alto, ma con tutta la sofferenza che risulterà necessaria.