REGGINA, IPOTESI PENALIZZAZIONE: C’È UN PRECEDENTE CHE HANNO NOTATO IN POCHI

23.03.2023 16:00 di Valerio Romito   vedi letture
REGGINA, IPOTESI PENALIZZAZIONE: C’È UN PRECEDENTE CHE HANNO NOTATO IN POCHI

Il pericolo che le vicende legate al “braccio di ferro tra la Reggina 1914 e la Federazione Italiano Gioco Calcio, sulla ormai stranota disputa tra i regolamenti sportivi concernenti le scadenze federali ed i nuovi istituti concessi dalla legge italiana per far fronte a situazioni debitorie delle aziende, società sportive comprese, possano in qualche modo distrarre, o peggio far sottovalutare la crisi tecnica patita dagli amaranto dall’inizio dell’anno solare è certamente concreto, con l’auspicio che la gestione sportiva sappia isolarsi da tutto ciò che accade al di fuori del terreno di gioco, anche se il pensiero che, alla luce della metamorfosi palesata dopo la sosta invernale, una qualche influenza abbia potuto averla ha comprensibilmente sfiorato più di qualcuno.

In attesa che i nodi giungano finalmente al pettine, anche per restituire un minimo di certezze per il prosieguo di stagione, nell’uno o nell’altro senso, nella speranza ovviamente che tutto si risolva con una doverosa, seppur tardiva, armonizzazione della normativa inferiore alla stregua della fonte di rango superiore, non molti hanno notato come, nei fatti, il governo del calcio italiano abbia già optato per adeguarsi ad esigenze di natura fiscale non coincidenti con il calendario federale, e lo ha fatto proprio con riguardo all’ultima scadenza, relativa ai versamenti contributivi, che tra l’altro rientra a pieno titolo nella querelle di casa nostra.

È risaputo infatti che, tramite il Comunicato Ufficiale n. 117/A del 2 febbraio 2023, il Consiglio Federale abbia deliberato di posporre di un mese (16 marzo) la scadenza del 16 febbraio 2023 “fissata dall’art. 85 delle N.O.I.F., per il solo versamento dei contributi INPS riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo fino alla mensilità di dicembre 2022”, decisione adottata sulla base delle evidenti difficoltà esplicitate dalle società di calcio su una non univoca interpretazione delle sedi INPS provinciali in merito agli interessi da applicare in caso di rateizzazione, quale conseguenza indotta da quanto disposto dal cosiddetto “Decreto Salva Calcio” dello scorso dicembre.

Dunque, a conti fatti, la Figc ha già aperto le porte verso una convergenza tra i due mondi giuridici, addirittura auspicando una rapida “gestione nazionale della problematica”, e lo ha deciso semplicemente sulla scorta delle difficoltà palesate da diversi club, situazione oggettivamente meno invasiva rispetto ad un impedimento legittimo disposto con ordinanza da un Tribunale civile…