REGGINA, IN QUESTA FASE L’IMPORTANTE È ESSERCI

22.10.2020 14:00 di Valerio Romito   Vedi letture
REGGINA, IN QUESTA FASE L’IMPORTANTE È ESSERCI

Giocare con l’uomo in più nel calcio può rappresentare un’opportunità molto ghiotta ma anche una trappola, come la storia di questo sport ci insegna, ed anche le due ultime uscite della Reggina, in cui l’uomo in più goduto per buona parte di entrambe le gare hanno portato in dote appena due pareggi, seppur con modalità differenti.

La mezza delusione può però essere riferita al solo risultato, perché sia a Chiavari che nel derby gli amaranto hanno dimostrato concrete potenzialità per poter sfruttare la superiorità numerica in campo, con percentuali di possesso palla a favore quasi imbarazzanti ed un numero di occasioni nitide che hanno ampiamente oltrepassato la doppia cifra: il vero problema si è rivelato, come evidenziato anche al termine della trasferta ligure, una mancanza di concretezza sotto rete che alla fine si è rivelata decisiva per il punteggio finale, molto più degli errori individuali di Rossi in area o di Denis dal dischetto.

Un dato però non può essere sottaciuto e, soprattutto, apprezzato: in tutti i turni sin qui disputati la squadra ha saputo dimostrare una superiorità netta nei confronti dell’avversario di turno, magari non così marcata in occasione dell’esordio a Salerno ma al cospetto di una compagine che da lì in poi ha quasi volato, ma evidente agli occhi di tutti nei successivi turni, tant’è che non è azzardato pensare (e un po’ tutti lo abbiamo fatto) che avere oggi dai 10 ai 12 punti in classifica non sarebbe stato per nulla scandaloso né pretenzioso.

Crediamo sia soprattutto questo l’aspetto da tenere in grande considerazione, anche superiore al fatto di essere magari riusciti a conquistare qualche punto in più ma in circostanze casuali o addirittura fortunose, poiché in questa fase i distacchi restano fisiologicamente minimi e colmabili, mentre la consapevolezza di potersela giocare con chiunque rappresenta un valore stabile, sostanziale e che non può che infondere fiducia ed ottimismo nel futuro.

In attesa che il lavoro dia, finalmente, i suoi buoni frutti anche in termini realizzativi.