L’ “EFFETTO CARROZZONE” E LA CONVERSIONE DI SAULO

30.09.2020 12:02 di Valerio Romito   Vedi letture
L’ “EFFETTO CARROZZONE” E LA CONVERSIONE DI SAULO

C’era una volta la Reggina…e c’è ancora, vincente, sulla cresta dell’onda e (finalmente) sulla bocca di tutti. Ma ci sono state tante Reggina nel corso di una lunga e gloriosa storia ultracentenaria, costellata di successi e delusioni, vittorie e sconfitte, gioie e sofferenze, come ne conviene ad una provinciale.

Risulta dunque normale, diremmo fisiologico, che l’appeal sia più o meno intenso a seconda dei periodi, succede ad ogni latitudine da sempre ed apparirebbe quantomeno pleonastico, per non dire arrogante, fare la morale su veri o finti tifosi, appassionati ed occasionali, giudicando comportamenti che erano e restano liberi per chiunque.

Allo stesso tempo, è oltremodo sorprendente scoprire come chi si occupa da sempre delle alte sfere calcistiche a livello nazionale, trovi quotidianamente il tempo di lanciare strali verso testate locali, mettendone persino in dubbio la lealtà e l’etica professionale quasi volesse fare intendere, non si capisce per quale motivo ma soprattutto in base a cosa, un comportamento volutamente lesivo e disfattista nei confronti della squadra di cui segue le sorti come “mission” editoriale: a voler usare analoghi metodi, verrebbe da ricordare come, nell’era post fallimento, di testate nazionali (ma anche qualcuna locale) non ve n’era alcuna traccia nei pressi del Granillo, di cui si ricordano facilmente spalti vuoti, sale stampa semi deserte e cronache sportive (e di calciomercato) da ricercare con il lumicino, salvo poi, con l’avvento della nuova proprietà, accogliere il carro con i neo folgorati sula via di Damasco, e di cui qualcuno trova anche il tempo di farla sì la morale a chi non ha mai smesso, nella buona e nella cattiva sorte, di seguire le vicende amaranto ed informare chi avesse avuto voglia di informarsi.

Ci si potrebbe sentire persino lusingati di cotanta attenzione, invece preferiamo continuare come se nulla fosse, poiché la coerenza e l’onestà intellettuale non hanno bisogno di un carro si cui salire…