Duello a colpi di comunicati (e non solo) tra Perugia e Reggina. Toni e polemiche evitabili

24.05.2023 16:25 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    vedi letture
Duello a colpi di comunicati (e non solo) tra Perugia e Reggina. Toni e polemiche evitabili
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© foto di Federico Gaetano

E' duello a colpi di comunicati stampa tra il Perugia e la Reggina. Il club amaranto, dopo l'Assemblea dei club di B, ha fatto sapere ad alcuni portali che in Lega vi erano state delle lamentele da parte di alcuni club verso il caso che ha riguardato il club calabrese. Questa mattina, il sodalizio reggino ha proseguito il proprio attacco tramite una nota stampa, stavolta pubblica, in cui definiva " sfoghi incontrollati e populisti, dettati da un'evidente delusione sportiva, esclusivamente pretestuosi e giustificativi dei loro insuccessi", in particolare mettendo nel mirino il presidente del Perugia Santopadre. 

Lo stesso imprenditore che detiene il sodalizio perugino, ha successivamente risposto agli attacchi della società amaranto tramite una nota pubblica:

Si legge oggi che il Perugia si lamenta della Reggina perché è retrocesso e perché non sa accettare il risultato del campo. 

I fatti parlano da soli e lasciamo a chi legge di farsi l’idea che vuole. La Reggina ha partecipato al campionato di Serie B appena terminato perché (pur avendo debiti milionari anche per tasse e contributi) essa si è appellata ad una legge dello Stato che consente di proporre ai creditori un importantissimo taglio di quanto loro dovuto: qui parliamo addirittura di un taglio del 95%.

Giustamente, allora, la Reggina dice: che cosa volete? Stiamo applicando una legge dello Stato. Ed anzi: meglio prendere il 5% che nulla.

Come dicevamo, ognuno si faccia l’idea che vuole. Noi abbiamo parlato di violazione -e clamorosa- delle regole dell’ordinamento sportivo e non delle leggi dello Stato. 

L’ordinamento sportivo impone a chi vi appartiene (e tutte le squadre di B) di attenersi sempre ai principi di lealtà, correttezza e probità. Chi non lo fa è sanzionato.

Domanda: si attiene ai doveri di lealtà, correttezza e probità chi non paga tasse e contributi e lo fa anche nella stagione appena terminata?

Un’altra piccola riflessione. Lo Stato italiano (quello che ha varato la legge che ha applicato la Reggina) non impone a nessuno di avere rapporti con le imprese (come la Reggina) che dichiarano di essere in crisi. L’ordinamento sportivo, al contrario, obbliga le squadre di un campionato a competere tra loro (anche se c’è un’impresa in crisi). Si verifica quindi, nell’ordinamento sportivo, che io che pago puntualmente tutto (e mi attengo ai principi di lealtà, probità e correttezza) sono chiaramente svantaggiato nei confronti di una squadra che, anziché pagare tasse e contributi, con quei soldi ha comprato e contrattualizzato giocatori e allenatore con stipendi molto onerosi.

Anche qui lasciamo al lettore di farsi l’idea che crede. I fatti parlano da soli”.

In linea di massima, una polemica a distanza evitabile da entrambi i fronti. Tanto la Reggina ha pagato la questione con cinque punti di penalizzazione, mentre il Perugia è retrocessa per colpe proprie sul campo. Semmai bisognerebbe prendersela con una Federazione che applica regole uguali spesso in maniera diversa in base ai casi.