IL TEMPO DELLE RIFLESSIONI
Abbiamo più volte riportato a margine degli articoli che vi abbiamo proposto nelle ultime settimane, che i tempi dei processi sarebbero scattati una volta conclusa questa stagione, definibile, lo diciamo subito, orrenda.
Ecco arrivare i temuti giorni della resa dei conti, del momento in cui chi ha operato ha effettivamente sbagliato più di qualcosa. Si sa, comunque, che solo chi non opera non sbaglia, ma certo fare peggio della Reggina 2012-2013, è quasi impossibile o meglio, solo le varie Vicenza, Ascoli, Pro Vercelli e Grosseto, hanno fatto peggio degli amaranto. E ora le quattro citate, pensano alla prossima Lega Pro...
AMARANTO PRIDE:
La cosa più disdicevole da sentire, è quella che la Reggina può esaltarsi per una permanenza tra i Cadetti, giunta peraltro, con una parata istintiva al 95esimo minuto. Sicuramente, è una base dalla quale ripartire (meglio la B che il disastro di una retrocessione in terza serie), ma non può essere l'obiettivo al quale una società del blasone della Reggina, può da ora in poi uniformarsi. Crediamo, e lo abbiamo sempre detto, che la Reggina, al di là dell'effettivo e contingente momento economico, debba considerarsi una società di prestigio all'interno del panorama della cadetteria. Insomma, (con tutte il rispetto per queste squadre), perdere due volte con il Lanciano, rendere il Granillo terra di conquista per squadre come il Cittadella o avere timore reverenziale di altre società (ed è così da almeno tre stagioni, anche nella stagione di Atzori), è una castrazione aprioristica che l'ambiente intero non deve e non può accettare. I problemi economici, in questa terra, ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma quell'orgoglio Reggina ha sempre sospinto i vari calciatori succedutesi nel corso dei decenni, per dare scacco a realtà ben più solide e forti di quella calabrese. A partire dal primo giorno del ritiro precampionato, senza alcun tipo di presunzione sia chiaro, bisogna ricordare a tutti i componenti della squadra che verrà, che noi siamo la Reggina e le altre devono avere paura.
DA DOVE RIPARTIRE?
Ci vorranno giorni e settimane per analizzare tutto ciò che è stato, gli errori commessi e le mancanze. Di certo, e lo stiamo ripetendo oramai da qualche stagione, adesso è giunta l'ora di non sbagliare nessuna scelta, quantomeno quelle pesanti.
In molti, sopratutto quelli che cercano di guardare alle cose con una certa obiettività, senza secondi fini, avrebbero voluto la conferma di Bepi Pillon. Uno dei pochi tecnici approdati a Reggio nelle ultime stagioni che, volente o nolente, ha potuto mettere in pratica una serie di scelte coerenti e utili al risultati finale. Poche mosse, al punto giusto, e la Reggina ha conquistato la salvezza. Nel post-Vicenza, il tecnico ha sottolineato come la permanenza fosse merito dei calciatori, ma di certo, a far girare una squadra esattamente uguale a quella del predecessore e condurla con un passo da 1,5 punti a partita, c'è stato proprio il buon Bepi, che ha portato calma e razionalità anche nei momenti più complicati. E' la salvezza di Pillon, senza se e senza ma.
Dalle parole di Pillon, sembra evidente, abbiamo potuto scorgere tanta soddisfazione per un riscatto personale che aspettava da 5 anni, ma anche la voglia di pensarci in un'eventuale proposta di bis (che poi sarebbe un tris). Tris che oggi è ufficialmente stato "cassato". Il perché, dovrà ovviamente essere spiegato dalla società...
"VOGLIO UN MANAGER":
E quindi si ripartirà da qualcun'altro. Il presidente Foti, ha parlato di un manager, che possa dare un'impronta tecnica e caratteriale alla Reggina che verrà. I nomi che circolano sono quelli di Lerda, Atzori e Calori. Qualche giorno di tempo prima di rompere gli indugi, c'è ancora, ma il nostro personale identikit del tecnico che verrà è abbastanza chiaro. Allenatore ispirato da un calcio propositivo, che dia una vera identità alla propria formazione, che possa lavorare senza fretta o assilli, su un determinato modulo tattico, senza concedere nulla al dogmatismo. La psicologia di un tecnico, è essenziale nei momenti topici della stagione. Tra i demeriti di Dionigi, va segnalato proprio quel latente nervosismo che lo ha ispirato a partire dalla ripresa del campionato, a fine gennaio, probabilmente "istigato" da una mancanza di chiarezza da parte della società nei confronti dell'ex guida del Taranto. Cosa sarebbe stato con un Pillon, ma sopratutto con il ritmo impresso dal tecnico veneto, in panca sin da gennaio? I numeri parlano chiaro: media punti nelle ultime 11 gare pari a 1,54, lo stesso ritmo per tutta la stagione avrebbe portato la Reggina al sesto posto, con 64 punti...Ma con i se e con i ma, non si può operare nel calcio, si può invece "dare una mano" al destino, operando nel mondo migliore..
I GIOCATORI AL POSTO GIUSTO:
Come? Semplice (apparentemente). I giocatori giusti al posto giusto. Forse il difetto più marcato della Reggina delle ultime stagioni. La squadra che arrivò ai playoff, quella di Atzori tanto per intenderci, era forte di una spina dorsale invidiabile, composta da Puggioni, Costa, Tedesco e Bonazzoli, almeno nella seconda parte della stagione, quando il centrocampista palermitano fu reintegrato dopo l'addio di un certo Simone Missiroli. Sarebbe assai complicato ricostruire un undici competitivo come quello e dai nomi così blasonati, ma si può fare se si prendono i calciatori con le caratteristiche giuste. Insomma, sarebbe meglio non vedere più i vari Hetemaj e Armellino (o chi per loro con le stesse caratteristiche tecniche) impostare la manovra, o magari collocare un calciatore con problemi fisici in un ruolo non certo suo (Colucci), o magari avere 5 seconde punte e una prima punta oppure cinque centrocampisti, TUTTI con le medesime qualità (o quantità) tecniche. Anche in tempi di vacche magre, dal punto di vista economico, si possono avere elementi funzionali ad un sistema di gioco, poi magari capaci di innalzare il livello tecnico della squadra. Nelle ultime stagioni, la differenza l'hanno fatta i calciatori di classe, basti citare il caso di Di Michele, assolutamente decisivo per agguantare la permanenza. E tra tutti gli elementi acquistati dalla Lega Pro, il solo Acerbi ha fruttato una importante plusvalenza alla società: insomma, uno su dieci e anche di più... Di questo, bisognerebbe darne conto o quanto meno capire che non può essere l'unica via di agire.
Ultima annotazione. Nell'ultima stagione, ma anche in quella precedente, hanno conquistato la A squadre solide in difesa, ma votate sempre e comunque a far male all'avversaria di turno. Al di là del modulo utilizzato da Pescara e Sassuolo, al di là della forza delle singole rose (Verona in primis, ma anche la Samp e il Toro), chi si è messo in luce ha dato prova di un calcio offensivo, segno che la qualità in B non è ancora eccelsa, ma inizia ad innalzarsi. Una ulteriore riflessione per la Reggina futura che, come ha dichiarato il presidente, deve assolutamente regalare nuove gioie ai tifosi, nell'anno del Centenario.
