ESCLUSIVA TUTTOREGGINA - Andrea Arrighini: «La Reggina, un treno che passa una volta sola. Con Di Michele...»

22.05.2013 19:33 di  Antonio Paviglianiti   vedi letture
ESCLUSIVA TUTTOREGGINA - Andrea Arrighini: «La Reggina, un treno che passa una volta sola. Con Di Michele...»
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com

Andrea Arrighini, sorpresa del campionato di Seconda Divisione, è stato acquistato a gennaio dalla Reggina ma è rimasto nella "sua" Pontedera fino a oggi per portare a termine una missione che, a inizio anno, in pochi si sarebbero aspettati. Nel suo curriculum ha due promozioni e - seguendo un po' i detti nostrani - "Non c'è due senza... tre".

Ciao Andrea, ti aspettavi un campionato del genere lo scorso Agosto?
Sarei un bugiardo nel dirti sì, perché eravamo partiti con altre intenzioni: come è possibile notare dai "tabellini" eravamo una squadra molto giovane. I vecchietti erano solamente tre ma la dirigenza è stata brava a costruire prima che una "formazione" un gruppo affiatato che ci ha portato, domenica dopo domenica, a questo grandioso risultato.

E dal punto di vista personale?
Neanche, ma se sono riuscito a esprimermi in questo modo non posso far altro che ringraziare la squadra che mi ha messo in condizioni di esprimermi al meglio e il tecnico, Andiani, che mi ha trovato un ruolo inedito, quale è quello di punta centrale.

Dunque, dalle tue caratteristiche, dovresti affiancare Di Michele...
Sì, cioè io sono un jolly offensivo: inizialmente ero - e sono - un esterno d'attacco e, infatti, fino a quest'estate ho sempre giocato ala in un tridente o seconda punta. Poi il mister Andiani ma reinventato prima punta ed eccomi qui.

Reggina... che opportunità!
Davvero, che grande opportunità la Reggina. Confrontarmi in un palcoscenico importante come la serie B mi stimola tantissimo. Quando il direttore, a gennaio, mi ha detto che c'era questa occasione non me la sono fatta lasciare sfuggire. La Reggina è un treno che passa una volta sola.

Il Pontedera il prossimo anno giocherà in Prima Divisione, la Reggina per poco... hai temuto di dover restare ugualmente in Lega Pro?
A dir la verità? No, cioè ero convinto che la squadra amaranto avesse le potenzialità giuste per salvarsi con calciatori come Di Michele che fanno la differenza. Anche alcuni giornalisti del posto mi facevano queste battute, sul rischio ridimensionamento. (ride, ndr.)

Tu, comunque, un po' di Reggina l'hai già conosciuta con i vari Leone, Cherillo e Maicon. Un giudizio sui tuoi compagni?
Leone non lo conoscevo affatto e sarò schietto: mi ha sorpreso tantissimo. Un classe 1993, tra i portieri meno battuti di Italia; alto ma al tempo stesso agile: sono convinto, si farà. Cherillo non ha mai avuto grande spazio perché in attacco c'era una folta concorrenza quest'anno. È un portafortuna: è alla seconda promozione consecutiva, magari il prossimo resta a Reggio Calabria (ride, ndr.). Infine su Maicon posso dire relativamente poco, se non che ha grandi potenzialità e che a Pontedera è maturato sotto il profilo umano.

Passi da una Lega Pro a una serie B, potrai confrontarti con diversi campioni e con qualcuno, addirittura, potrai giocarci insieme (vedi Di Michele).
Sì, è un emozione unica perché potrò allenarmi fianco al fianco di gente del calibro di Di Michele, uno che negli ultimi anni è sempre stato in squadre importanti di serie A. Al suo fianco non posso far altro che imparare, imparare e imparare.

Un messaggio alla piazza di Reggio?
Mi farebbe piacere poter regalarvi tantissime soddisfazioni, magari contribuire, anche con i miei gol e le mie giocate, a far riempire nuovamente gli spalti di Reggio Calabria, una piazza che vive di calcio.