Botta e risposta Sicilia e Calabria sul caso Villa San Giovanni: "In quarantena in Calabria", "No, lo Stato consenta lo sbarco in Sicilia"

24.03.2020 21:28 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
Botta e risposta Sicilia e Calabria sul caso Villa San Giovanni: "In quarantena in Calabria", "No, lo Stato consenta lo sbarco in Sicilia"

Altro botta e risposta tra i presidenti di Sicilia e Calabria, Musumeci e Santelli, che continuano a "rimbalzarsi" la questione dei cittadini bloccati a Villa San Giovanni.

Musumeci lancia la proposta di fare trascorrere la quarantena in un albergo della Provincia di Reggio, naturalmente da individuare:

"Chi non ha diritto di entrare in Sicilia non deve e non può entrare. La linea della fermezza è riconosciuta, le leggi vanno rispettate da tutti". Così il governatore siciliano, Nello Musumeci, nel corso di una diretta Facebook, ritornando sulle circa duecento persone rimaste agli imbarcaderi di Villa San Giovanni e che erano dirette in Sicilia. Musumeci ha però ricordato che "il rigore deve sposarsi con lo spirito umanitario" e che "non si può fare finta di niente" perché tra quelle persone "ci sono anziani, bambini e donne in gravidanza". Da qui la proposta di accogliere quelle persone in un albergo della provincia di Reggio Calabria. "Lo Stato ha creato questo assembramento e lo Stato deve risolvere il problema. Abbiamo suggerito di requisire una struttura ricettiva in provincia di Reggio Calabria dove ospitare almeno le famiglie con persone fragili. Per i cittadini ospitati in albergo residenti in Sicilia si fa carico la Regione Siciliana degli oneri, al resto pensi lo Stato".

⭕️ LA RISPOSTA DALLA CALABRIA - La Santelli chiama in causa lo Stato, che dovrebbe accompagnare presso le rispettive residenze i cittadini bloccati agli imbarcaderi a Villa:  "Leggo la dichiarazione del presidente della Regione Siciliana, Nello #Musumeci che chiede di mettere in quarantena presso un hotel reggino le persone bloccate a Villa San Giovanni. Dev’essere chiaro che chi oggi si trova a Villa San Giovanni in attesa di un imbarco, vi è arrivato perché non sono funzionati i controlli lungo il viaggio dalle città di provenienza. È giusto che lo Stato si assuma le proprie responsabilità e che quindi i nuclei familiari vengano scortati dalla Polizia fino alle residenze siciliane e lì giustamente posti in quarantena. Non è uno scontro tra le due regioni ma si tratta di una situazione in cui è necessario coniugare legalità e principi di civiltà. Quello che non è accettabile è la storia di queste ore, lo scotto che pagano famiglie e con loro un comune, quello di Villa San Giovanni, e la Calabria protagonista incolpevole di una situazione in cui non ha nulla a che fare".