REGGINA - Taranto nel caos, Dionigi sempre più vicino

14.05.2012 18:30 di  Simone Vazzana   vedi letture
REGGINA - Taranto nel caos, Dionigi sempre più vicino
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© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com

Il Taranto di Dionigi si appresta a giocare i playoff promozione. Ma la società, come vi abbiamo raccontato nelle scorse settimane, è in evidente difficoltà.

Nella giornata di ieri, infatti, l'avvocato Antonio Raffo, incaricato dal presidente D'Addario, ha ricevuto l'incarico proprio dal massimo dirigente rossoblù a fornire dei chiarimenti in seguito a un comunicato stampa diramato dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Taranto. Sequestrati beni immobili in via preventiva: la società di D'Addario (non il Taranto, ma la D'ADDARIO.IT s.a.s) deve versare un importo all'Agenzia delle Entrate di Milano. Importo, sottolinea il legale, ben inferiore al sequestro dei beni immobili (quindi, appunto, sequestrati solo a scopo cautelare).

Il rapporto dell'avvocato Raffo si chiude così:

E' superfluo dire che la società D'ADDARIO.IT s.a.s. avrà cura di avviare ogni iniziativa utile in sede giudiziaria al fine di salvaguardare la sua immagine e la sua correttezza comportamentale.

 

Domani, tra le altre cose, scadrà il termine entro cui il patron D'Addario dovrà versare gli emolumenti arretrati ai propri calciatori. Sulle pagine del Corriere del Giorno, quotidiano tarantino, si apprende come i tesserati dell’AS Taranto Calcio siano pronti a reagire. E la società di questa possibile mossa ne è al corrente. L’intento della squadra è quello portare la squadra in Serie B, ma anche di cercare di recuperare i propri crediti per quanto possibile. Se la data del 15 maggio non verrà rispettata, partirebbe la messa in “mora”, che farebbe scattare un procedimento secondo il quale dopo venti giorni della notifica del mancato pagamento, il giocatore possa chiedere la rescissione contrattuale d’autorità. Rescissione che va chiesta al Collegio Arbitrale, il cui diritto verrebbe esercitato solo al termine della stagione.

I calciatori, intanto, attraverso l'Assocalciatori, stanno cercando di recuperare gli stipendi. Entro domani servono 1,7 milioni di euro per non partire con un handicap di sei punti al prossimo campionato. Di questa somma, si apprende dal sito mondorossoblu.it, 800 mila euro riguardano gli stipendi sino alla data del 30 marzo, mentre la restante cifra andrebbe a coprire i contributi. Una somma non semplice da trovare in poco tempo. Resta poi il nodo legato ai diritti televisivi. Al Taranto spetta una somma di circa 250 mila euro, ma da questa cifra verrà decurtato il denaro che la società ionica deve ancora al Chievo Verona per questioni inerenti il calcio mercato e le quote incasso spettanti alle società ospitate non ancora versate.

Nel frattempo, i contatti tra D'Addario e una nuova cordata, cui fa capo Ermanno Pieroni, sarebbero già stati avviati. Un primo incontro avrebbe avuto esito negativo per via della richiesta esosa del patron ionico. Nel secondo ci sarebbero state delle pretese ridotte vista la necessità di vendere. 

 

Alla vigilia della sfida contro la Pro Vercelli, ai microfono di mondorossoblu.it ha parlato il tecnico Dionigi, a questo punto sempre più "libero", a prescindere dai risultati dei playoff:

«Nello spogliatoio del Taranto c'è rabbia e tanta voglia di giocare i playoff. C'è un grande traguardo, anche personale, da tagliare. Onestamente non conosco quale sarà il futuro di questa società e non voglio esprimermi in merito. Se verrà qualcuno al posto di D'Addario, rispetterò le scelte che verranno prese. Ma il futuro credo che in questo momemnto lo conosca solo D'Addario stesso».