REGGINA - Le vicende dello stadio Granillo: dalla concessione del 2007, al progetto di un nuovo impianto, alle problematiche di oggi

 di Redazione Tuttoreggina Twitter:   articolo letto 1175 volte
REGGINA - Le vicende dello stadio Granillo: dalla concessione del 2007, al progetto di un nuovo impianto, alle problematiche di oggi

In questi giorni si è palesata in maniera evidente la problematica connessa alla gestione dello stadio Oreste Granillo. "L'incuria indotta", nel senso che il Comune di Reggio Calabria è stato sostanzialmente impossibilitato a prendersi carico della normale manutenzione di uno stadio che appena otto anni fa ospitava egregiamente la serie A, per motivi prettamente economici (al di là di quel pizzico di lassismo amministrativo che regge sempre dalle nostre parti), ha di fatto creato i presupposti per il rinvio della gara di Coppa Italia serie C contro il Catanzaro. Del resto, le problematiche dell'impianto, si sono palesate già la scorsa stagione, quando solo a torneo di Lega Pro inoltrato si è potuto disporre di tutta la struttura al completo (dopo anni di mancanza dell'agibilità!!!), seguite poi dalle pessime condizioni del terreno di gioco, sino alle problematiche dell'impianto di illuminazione, addirittura ko durante la gara contro la Vibonese. 

Uno stadio che ha dunque sostanzialmente risentito del trapasso della fu Reggina Calcio, la quale (pur non riuscendo ad onorare varie rate) aveva in concessione ventennale (dunque sino al 2027) l'impianto di viale Galilei, accordo griffato nel 2007 dall'allora presidente amaranto Foti e dal sindaco di Reggio, Scopelliti.

Un accordo complesso, che obbligava la Reggina a prendersi cura della manutenzione dell'impianto (dall'erba, ma non solo) e a svolgere alcuni lavori di ammodernamento della struttura.

Nel 2008 vengono effettuate alcune migliorie: nuovo tabellone elettronico; sala hospitality all'interno della tribuna ovest; 2 tabelloni elettronici esterni posti all'esterno della curva nord; migliorie agli spogliatoi; divisione in settori per la tribuna ovest con nuovi seggiolini. Inoltre sempre nella tribuna ovest sono state create alcune postazioni per i diversamente abili e una terrazza centrale.. L'idea del club era quella di sfruttare le sale hospitality per iniziative particolari, del club ma non solo, e iniziare un percorso di "stadio al centro del vilaggio", con attività commerciali attive per sette giorni su sette.

Nel 2012 altra tornata di lavori, affidati stavolta all'azienda lombarda Gsport, nell'ambito di iniziative di rilancio marketing del marchio Reggina. Nell'ottobre 2012 sono iniziati i lavori di restyling diretti dalla società Gsport che hanno portato alcune migliorie all'impianto. Si è proceduto alla copertura dei pilastri e di tutta la struttura esterna dei 4 settori. Successivamente si è passati al rinnovamento delle due aree hospitality, alla zona mista e agli spogliatoi.

Da allora, complici anche le gravissime difficoltà economiche del sodalizio amaranto, lo stadio Granillo non ha ricevuto la necessaria manutenzione del caso. In mezzo si è messo il default del Comune di Reggio Calabria, con un commissariamento annesso. Inoltre, con la caduta della Reggina, sino all'oblio della D, il pubblico reggino ha svuotato gli spalti del Granillo, sempre più una sorta di cattedrale nel deserto.

Prima della non iscrizione del 2015, la Reggina Calcio, per bocca del suo presidente, aveva approntato il progetto della costruzione di un nuovo impianto (Archi, Modena e Catona le sedi studio di una prima fase valutativa). Con il programma messo in piedi dalla Lega serie B di Abodi sulla ristrutturazione o costruzione ex novo di impianti sportivi, la Reggina aveva trovato adeguata sponda da parte di molti professionisti e di fondo americano non meglio precisato.

Se oggi assistiamo alla chiusura della Tribuna Est, causa questioni economiche-organizzative, da tempo è blindata la Curva Nord, peraltro afflitta da varie problematiche legate all'agibilità. L'ultima volta in cui la Curva ex settore Catania, è stata aperta al pubblico, risale al 2 giugno 2011, in occasione della gara di andata delle semifinali playoff per il salto in serie A. 

Insomma, un problema strutturale non di poco conto, per un impianto non più confacente alle esigenze tecniche della Reggina attuale. La progettualità e la sinergia da parte di tutti gli attori in campo, potrebbero far riprendere quel progetto di un nuovo impianto per la Reggina, al di là dell'attuale situazione sportiva.