REGGINA - La politica del biennale: i precedenti della nuova società

13.06.2018 20:19 di Redazione Tuttoreggina Twitter:   articolo letto 875 volte
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
REGGINA - La politica del biennale: i precedenti della nuova società

Molto spesso nella bocca di chi deve sempre e comunque parlare male, magari per questioni personali (sponsor negati o mancati incarichi), c'è la bella parola "patrimonializzazione". 

Le variabili impazzite di questo calcio italiano malato sino al midollo, non permettono però di poter andare "dritti" verso la concessione di contratti pluriennali a go-go. Molto spesso, poi, dietro ad accordi di più stagioni, si possono nascondere mille clausole e mille sé, molte delle quali sconosciute ai pecoroni da tastiera.

Per quanto riguarda il caso Reggina, il secondo acquisto ufficiale della sessione estiva 2018, quella di Navas, ha visto la società legarsi al centrocampista campano con un accordo biennale. Lo stesso accaduto con Ciccio Salandria.

Dunque, la possibilità (in questo caso si vista l'età) di patrimonializzare due elementi potenzialmente rivendibili, è un'opzione da cogliere e che andava sfruttata. In passato, nella storia della Reggina 1914, sono stati sottoscritti biennali con i vari Licastro, Maesano, Porcino, De Francesco, Bianchimano, Mezavilla, Sparacello, Sciamanna e Marino, quest'ultimo poi ha prolungato di una terza stagione.

Insomma, una strategia che sicuramente va utilizzata in maniera cosciente e non per andare a gravare su un bilancio sempre in bilico come quello di una società della serie C italiana.