REGGINA - Cevoli a Fuorigioco: "Padroni del nostro destino, ma dobbiamo guardare i risultati delle altre. Nelle frasi di Pochesci un bel complimento..."

23.04.2019 23:00 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
REGGINA - Cevoli a Fuorigioco: "Padroni del nostro destino, ma dobbiamo guardare i risultati delle altre. Nelle frasi di Pochesci un bel complimento..."

Roberto Cevoli, tecnico della Reggina, è intervenuto alla trasmissione Fuorigioco, in onda su Reggio Tv:

"Siamo padroni del nostro destino, ma se dobbiamo vedere anche i risultati delle altre. C'è una combinazione che ci sfavorisce in caso di arrivo a 52 punti con altre squadre. La Cavese ha un pò sorpreso con questi sei punti in due partite e a questo punto hanno buone possibilità di andare ai playoff".

Sul pubblico: "Chi conosce la gente di Reggio conosce anche il calore del tifo. Sarebbe bello essere in campo con questo pubblico meraviglioso".

Sulla "rivincita": "Io non devo avere alcuna rivincita, devo solo lavorare e farlo al meglio, trasferire le mie idee di calcio. Penso di stare riuscendo a fare questo. Quando sono tornato sono stati bravi i ragazzi, avevo notato un pò di appiattimento, ma anche grande voglia di rivincita per uscire da questa situazione. Siamo venuti fuori, anche con un pizzico di fortuna, ma anche grazie al lavoro in settimana, alla grinta e alla serietà e credo che la fortuna bisogna cercarsela".

Sul gruppo: "Io ho vinto, da calciatore, quando c'erano gruppi solidi, come sta accadendo in questa Reggina. C'è voglia di lottare e sacrificarsi per un obiettivo comune. Vanno dato grandi meriti a questi ragazzi, sono in debito con loro perché mi hanno dato molto".

Su Kirwan: "Lui ha una mentalità diversa, sopra le righe. Fa le cose sempre al massimo, ma ha anche la cultura della sconfitta, quando si perde si rimette in gioco e lavora il doppio".

Sulla gara "maledetta" contro il Catanzaro: "Ripensarci fa dispiacere. Per i ragazzi che a fine partita erano amareggiati, nonostante un grande secondo tempo, dove abbiamo sfiorato una clamorosa impresa, doveva andare così... . Poi magari ritroviamo il Catanzaro ai playoff, chissà...".

Sul ritorno: "Dopo Pagani avevo fatto un pensiero sulla possibile chiamata della Reggina, dopo la vittoria contro il Catania ci ho messo una pietra sopra".

Sull'utilizzo dei nuovi: "Li ho avuti per un pò di tempo, abbiamo provato a centellinare il loro utilizzo. Non volevo guastare determinati equilibri e in più i vari Bellomo e Baclet non avevano giocato molto nei precedenti club. Poi non era facile incidere subito in un gruppo dove c'erano determinati equilibri".

Sul cambio di panchina: "Come per i calciatori, lo stesso discorso vale per un allenatore. Drago ha una grande esperienza, gioca un bel calcio, ma subentrare in una squadra che aveva certi equilibri e faceva certi numeri, non era per nulla una situazione facile".

Sull'esonero: "Ero dispiaciuto perché non me l'aspettavo, ma allo stesso tempo ero sereno perché avevo fatto il mio dovere. E' bello finire il lavoro iniziato a luglio".

Sulle frasi di Pochesci: "Se lui dice che la Reggina ha giocato solo sulle ripartenze, allora ci ha fatto un complimento, perché abbiamo preparato una partita di attesa, cercando di togliere riferimenti ai due attaccanti e cercando di sfruttare la velocità e la tecnica dei nostri uomini davanti. Poi, abbiamo avuto un'occasione a 1' e 11'', che neanche Tulissi sa come ha fatto a sbagliare... E se segnavamo era un'altra partita".

Continua Cevoli: "Io dico che la Reggina farà fatica a giocare un bel calcio, perché devi avere determinati calciatori per iniziare la manovra da dietro. Ma a tre giornate dalla fine devi pensare ad essere pratico e fare punti".

Sui playoff: "E' bello cavalcare l'onda dell'entusiasmo, ma prima c'è da giocare la gara di Vibo, vincerla e attendere i risultati delle altre".

Sulle scelte: "Il pregio principale di una squadra è l'equilibrio. Chiaramente non posso far giocare tutti insieme i calciatori, magari, faccio un esempio, mettere un Doumbia a mezz'ora dalla fine può fare la differenza".

Sulla preparazione fisica: "Cambiare preparatore e metodi di allenamento può incidere. Durante la gestione Drago, la Reggina ha lavorato molto e bisogna essere bravi e fortunati per trasformare quel lavoro in ciò che serve. Bisogna sperare di non avere infortunati".

Sulla gara di domenica: "Ho chiesto ai ragazzi di concentrarsi solo sul campo, pensare ad allenarci bene e a preparare la partita. Sappiamo le difficoltà di questa gara, ma abbiamo una squadra forte e che non mollerà mai".

Su Baclet: "Non capisco perché la gente non lo apprezza. Si impegna molto, è un riferimento importante per noi, spero possa avere l'occasione giusta per farsi volere bene".

Su Sandomenico: "Lui ha bisogno di essere coinvolto, sta vivendo bene questo momento. In questo momento è penalizzato per le sue caratteristiche, ma sono convinto che possa fare anche il quinto a sinistra nel 3-5-2, lo ha già fatto ad Aquila. Prima o poi capiterà l'occasione, deve allenarsi bene".

Sulle altre qualificate ai playoff: "Prima di poter giocare contro le squadre degli altri gironi, bisogna prima superare dei turni. Nei gironi A e B ci sono tante squadre tecniche, ma manca forse una certa fisicità e magari l'ambiente circostante. Mi piacerebbe provarci a sfidarle..".

Sul presidente Gallo: "Abbiamo parlato venerdì, abbiamo toccato numerosi argomenti. Mi ha rassicurato su certe cose, mi ha riferito il suo punto di vista e io il mio. Siamo determinati a fare il massimo, raggiungere i playoff e fare il meglio possibile arrivando ai playoff, consapevoli che i playoff sarebbe una lotteria".

Su Taibi: "Quando sono tornato non ho mai toccato quello che è stato e quello che è successo, non ha senso. Dovevamo guardare avanti, dobbiamo solo pensare alla gara di Vibo e sperare di raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati. A fine anno tireremo le linee, chi vuol parlare parlerà, chi vuol ascoltare parlerà e si faranno le valutazioni del caso".

Sul futuro: "Sono a scadenza di contratto, dipende anche dalla società, i matrimoni si fanno in due. Bisogna vedere come finisce questa annata, poi bisogna sedersi e parlare per capire se ci sono le condizioni per andare avanti".