REALISMO CONDIVISIBILE

 di Giovanni Cimino Twitter:   articolo letto 497 volte
REALISMO CONDIVISIBILE

Prudenza, facciata, oppure verità, le parole del coordinatore Basile sull'obiettivo stagionale della Reggina, sono sostanzialmente condivisibili. Anzi, si tratta di una sorta di realismo che indubbiamente è sottoscrivibile.

Inutile esporsi mediaticamente per obiettivi che oggi è difficile pronosticare. I playoff lusingano e intrigano, ma si tratta pur sempre di un "gratta e vinci" o di una estrazione del Super Enalotto: vincere 100mila euro o fare 6, è come scoprire l'esistenza di altre forme di vita nell'Universo.

Piuttosto, l'obiettivo della Reggina, parallelamente ad un campionato senza grossi patemi, deve essere indubbiamente quello economico. In barba a tutte le polemiche "forestiere" o interne, più o meno interessate, serve formare la base per puntare domani anche al risultato sportivo importante. La storia della Reggina Calcio lo dimostra. E lo si è fatto senza "interventi esterni" di imprenditori o quant'altro. La società che fu di Foti saltò nell'Olimpo a furia di cessioni miliardiarie di calciatori scoperti ragazzini.

Un quadro d'insieme che può più o meno affascinare il tifoso, ma che invece deve interessare il dirigente sportivo. Le plusvalenze, le valorizzazioni, con i riflessi relativi ad essi (rapporti con i grandi club, serbatoio di giovani), la crescita del settore giovanile, che un domani dovrà essere in grado di fornire calciatori fatti e formati, ad oggi vale molto di più che il semplice ottavo o decimo posto.

Per quanto concerne il discorso sull'obiettivo sportivo, infine, alla Reggina  gli si è chiesto di arrivare ad un punto in più rispetto alla squadra della scorsa stagione: unitamente alla scoperta di nuovi giovani, nuovi incassi, una base futuribile di squadra, sarebbe già un gran bel punto di partenza per il domani.