REGGINA-VIBONESE 0-0 - LA GRANDE BRUTTEZZA AMARANTO

 di Giovanni Cimino Twitter:   articolo letto 827 volte
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
REGGINA-VIBONESE 0-0 - LA GRANDE BRUTTEZZA AMARANTO

Questa "Grande Bruttezza" che assale nuovamente la Reggina, proprio nel periodo in cui Melfi, Akragas e compagnia fanno punti contro ogni avversaria, cade nel momento meno indicato della stagione. Fallita la prima "finale" in casa, la squadra di Zeman impatta 0-0 contro il fanalino di coda Vibonese e deve interrogarsi parecchio su tutti i limiti mostrati nei 90 minuti della gara contro i volenterosi cuginetti vibonesi.

 

RITORNO ALL'ANTICO - Come un karma negativo e sgradito, la Reggina torna all'antico, con quel 4-3-3 interpretato da calciatori che non hanno il phisyque du role per svolgere compito così impegnativo. Fuori Bianchimano, dentro Leonetti, così come anche Cucinotti nell'ineditissimo ruolo di terzino destro, roba che neanche a Bocale ha mai svolto il seppur positivo Danilo. E se i numeri sono spesso un dettaglio, non lo è un equilibrio tattico che stenta a trovare una quadra quanto meno accettabile. Coralli solissimo dalle parti della Gelateria Fragomeni, la difesa in preda alle crisi della mancanza di copertura, centrocampo che si regge solo con gli strappi tagliapolmoni di Botta, unico baluardo in difesa di un'area di rigore funestata dalle veloci sortite di Sowe e dalla verve di un centrocampo rossoblù che sembrava quello dell'Italia Mundial del 1982.

 

SOLO VIBONESE SINO AL BLACKOUT - Per almeno 20-25 minuti, in campo c'è una sola squadra. A tratti schiacciante il predominio della formazione ospite, ultima in classifica e peggior attacco di tutta la Lega Pro. Ma Bubas e Sowe, per fortuna di Zeman, sono assai imprecisi. Al 25', il blackout dell'impianto di illuminazione dello stadio Granillo, che in pratica spezza le reni alla Vibonese, che perde l'abbrivio buono per continuare il suo schiacciante lavoro di pressing e aggressività. La Reggina, in tutto ciò, risponde con la solita giocata dello stoico Coralli, che al 41' sfiora il gol del vantaggio. Nel mentre, Zeman ha optato per un cambio di modulo, foriero dello "spreco" obbligato sui cambi.

 

LA RIPRESA E' LA SOLITA MUSICA - Infatti, prima viene mandato in campo De Vito per Possenti, poi Maesano per Cucinotti, le cui esclusioni sono decisamente inspiegabili e incomprensibili, in nome del non-gioco e non-modulo mostrato nel primo tempo. Pur assestando decisamente una difesa che prometteva da un momento all'altro la consueta cappellata, è la Vibonese che va vicina alla segnatura in ben tre occasioni, prima con Sowe (chiude un redivivo Gianola centrale  sul centrodestra), poi con la traversa colpita dai 25 metri da Saraniti, che all'80' regala palla a Sala dopo essere pervenuto a tu per tu con l'estremo difensore della Reggina. Entra anche Bianchimano a gara oramai a carte quarantotto e solo all'88' la Reggina potrebbe far male all'avversaria sugli sviluppi di un corner, ma Kosnic sbaglia la conclusione ravvicinata. Si chiude sullo 0-0 e alla luce dei risultati odierni, la salvezza diretta quanto meno si complica: di certo, con questi presupposti, sarà già tanto aver evitato l'ultimo posto.

 

COMMENTO FINALE - Abbiamo più volte detto che il destino, nel bene e nel male, è in mano alla Reggina. Ma a furia di dover per forza cambiare schemi, uomini e sistemi di gioco, la stagione sta prendendo una piega davvero complicata. Per la seconda settimana di fila, si è sbagliata completamente partita e la preparazione alla stessa e questo è chiaro e palese. Abbiamo sempre detto che la salvezza della Reggina passa dal trait d'union di tutte le componenti e stavolta c'entrano poco i tromboni che escono fuori, via tastiera di pc o smartphone, ad ogni mezzo passo falso. Stavolta serve spersonalizzare una gestione che non può essere troppo individualista e basarsi sulle convinzioni di uno o due persone, ma che deve fare di necessità virtù per il compito assegnatole, che è quello della salvezza. Come si è ritrovata la strada giusta dopo la sosta invernale, lo si faccia anche adesso nel momento in cui la barra della navigazione sembra poco gestibile.