REGGINA TROPPO FRAGILE (E TROPPI ASSENTI): ARRIVA LA PRIMA INVOLUZIONE

 di Giovanni Cimino Twitter:   articolo letto 988 volte
© foto di Federico De Luca
REGGINA TROPPO FRAGILE (E TROPPI ASSENTI): ARRIVA LA PRIMA INVOLUZIONE

Secondo ko di fila per la Reggina, che a Trapani cede di schianto dopo una ripresa da dimenticare, forse ancora peggiore di quanto visto contro il Cosenza. Non bisogna fare processi, appelli e controappelli, a parziale scusante degli amaranto ci sono le assenze che hanno decimato il reparto avanzato e l'eccessiva fragilità psicologica di un gruppo che alla prima avversità cede di botto: era capitato a Rende, persino contro il Catanzaro, ma anche con il Matera, per non parlare del derby: così no!

 

CAMBIO MODULO - La qualità del Trapani e le assenze, obbligano Maurizi a cambiare pelle. La novità è la difesa a tre, puntando poi tutto sulle ripartenze. Il Trapani crea poco, anche se al 17' serve il miglior Cucchietti ad evitare lo svantaggio. Pur non creando nulla dalle parti di Furlan, la Reggina tiene botta, pur non mostrandosi solidissima nella retroguardia. Lo stesso Maurizi ammetterà che anche nel primo tempo la prova non è stata quella attesa.

 

LE ASSENZE - Non devono essere un alibi, ma chiaro che senza Tulissi, Bianchimano e Sciamanna, la vitA è più dura. Ben inteso, quanto per non essere facili profeti, nella Reggina non ci sono calciatori che possono entrare e cambiare le partite, ma ci sono calciatori che possono dare qualche variazione sul tema, magari con qualche giocata o sfruttando determinate caratteristiche.

 

MA SENZA REAZIONE - Preoccupa però il fatto che la reazione amaranto dopo lo svantaggio è stata nulla. Male, molto male. Questa squadra non ha ancora trovato il modo per reagire alle avversità, quando si va sotto quasi quasi ci si arrende all'ineluttabile. Chiaramente è qualcosa di inaccettabile e a cui vi si dovrà porre rimedio. Il dubbio che ci perplime riguarda poi la condizione atletica: la Reggina non è mai durata 90'. E se per vocazione questa squadra deve essere aggressiva e determinata, ma non corre, allora diventa giocoforza una problematica assai annosa.

 

COMMENTO FINALE - Inutile gettare tutto all'aria, ma seguire la via indicata. Era prevedibile uscire dal Provinciale con zero punti, anche con Tulissi e Bianchimano. Ma l'involuzione c'è stata, pur con tutti gli alibi del caso (tre gare in sette giorni). C'è finalmente la presa di coscienza di tutto l'ambiente che l'obiettivo deve essere uno e solo uno e che la squadra può, ad oggi (poi ci auguriamo si possa migliorare), puntare solo e soltanto al quindicesimo posto, l'ultimo che mette al riparo dai playout: non è una questione di volare bassi, ma di realtà dei fatti. Il margine di punti dalle ultime ancora c'è, si deve lavorare con tranquillità, senza processi o isterismi, lo ripetiamo anche oggi, ma il campionato prosegue e le prossime gare restano complicatissime: servirà una svolta psicologica e magari qualche novità tattica, per allontanare lo spettro di due gare dove di calcio ne abbiamo visto ben poco.