IN PUGLIA E' UN PUNTO D'ORO: PIACE LA GRINTOSA REGGINA DI MAURIZI, TRASCINATA DA DE FRANCESCO

 di Giovanni Cimino Twitter:   articolo letto 1377 volte
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
IN PUGLIA E' UN PUNTO D'ORO: PIACE LA GRINTOSA REGGINA DI MAURIZI, TRASCINATA DA DE FRANCESCO

Un paio di indizi fanno un paio di prove. La Reggina di Maurizi è sul pezzo ed inizia ad esserlo in tutti i sensi. Beh, non è una squadra che sciorina calcio-spettacolo o tiqui-taqa, ma nessuno si è mai permesso di azzardare questa richiesta. Piuttosto, si continua a vedere un team che lotta, prova ad attaccare con criterio, pressa, aggredisce, una squadra che sta facendo appassionare anche i più scettici. E' una fase della lunghissima stagione, verranno fasi nefaste e negative, ma questi punti sin qui racimolati da De Francesco e soci, peseranno come macigni nel futuro. Pensate, sono già otto i punti di distacco dall'ultima: tanto fieno in cascina che permette di restare tranquilli, almeno per ora.

 

PRIMO TEMPO - La prima frazione è l'esempio di una Reggina che abbiamo descritto già (ovviamente dal nostro punto di vista, opinabile e discutibile, ci mancherebbe!) qualche settimana fa: idee apprezzabili, ma che ancora vanno affinate. A volte, le risposte ai quesiti sono più facili di quanto non sembrano: la mancanza di una punta alla Bianchimano, limita ad oggi questa squadra. Non è colpa di nessuno dei calciatori utilizzati, solo che certe caratteristiche, in certe partite, sono il grimaldello giusto che permettono di fare punti. 

La Virtus la mette sulla foga agonistica, la Reggina non è da meno e risponde per le rime, evidentemente sorretta da una condizione atletica quasi a puntino. La squadra, stavolta, rischia poche ripartenze, è accorta, seppur con poche idee in fase di possesso palla. A tratti, il fatto che le fonti di gioco siano solo Porcino e De Francesco, limita la pericolosità e l'intera fase offensiva: qui invece si sente la mancanza di un brevilineo rapido come Tulissi.

Pochi tiri in porta, ma anche Cucchietti rischia poco. Sino al 34', quando Saraniti insegna a Gatti la durezza del calcio di serie C e sbatte il faccia al portiere amaranto un gol che schiuma rabbia (per la Reggina): il gol dalla distanza, la bravura nei movimenti, la velenosità negli ultimi 15 metri, la specialità della casa dell'ex attaccante della Vibonese, oramai un must per la categoria.

 

SECONDO TEMPO - Ben altra Reggina nella ripresa. La strigliata negli spogliatoi deve essere stata davvero perentoria, se come è vero, la squadra entra in campo con ben altro piglio. Stavolta più pratica, senza fronzoli e determinata a sfruttare quella sottile sensazione di maggiore solidità rispetto alla Virtus. La magia di De Francesco però, esula da qualsiasi discorso tecnico-tattico: è una gemma che resterà impressa negli occhi dei tifosi amaranto per lungo tempo. 

E l'inerzia, dopo il pari, sembra a favore della squadra di Maurizi. Che suo malgrado non sfonda nell'area pugliese, sino al conflittuale finale in cui la Virtus Francavilla si tira fuori dai guai con i calci, più che con il calcio: anche questa è la serie C, anche per questo servono i calciatori di categoria...

 

COMMENTO FINALE - La classica gara che dopo l'1-1 era aperta a qualsiasi esito: si poteva vincere e si poteva anche perdere (pur avendo rischiato pochissimo). Il pareggio però è ben accetto e permettere di mettere ulteriore fieno in cascina. Un ragionamento sottoscrivibile, dopo tutto, guardare la classifica oggi serve solo ad aumentare autostima, perché comunque è gradevole, ma nulla più. Pur avendo ottenuto buone indicazioni e chiari segnali di qualche lacuna di questa squadra, da martedì in poi inizia il vero barrage che potrebbe dare un preciso andazzo al campionato della squadra di Maurizi: da Cosenza in poi è tutta una salita, serve coraggio e sfrontatezza, magari nella speranza di recuperare presto Bianchimano...