Sarno ricorda Leon, il caldo batte Reggina e Catania

05.08.2012 23:12 di Antonio Paviglianiti  articolo letto 2234 volte
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Sarno ricorda Leon, il caldo batte Reggina e Catania

In un'afosa serata di agosto, Reggina e Catania, due società che nell'ultimo decennio hanno messo in risalto il movimento calcistico del Mezzogiorno, si affrontano in una gara amichevole. Lo scenario, sia per il periodo estivo con gran parte del pubblico fuori per le vacanze, sia per il costo dei biglietti ritenuti dal pubblico reggino un po' troppo esosi , è quello di un Granillo deserto con una cinquantina di tifosi dell'elefantino proveniente dalla Sicilia mentre, nel resto dello stadio, i tifosi amaranto si contano sulle dita di una mano.


LA FORMAZIONE AMARANTO -  La Reggina, dopo aver schierato le seconde linee nell'amichevole contro la Virtus Spoleto ieri pomeriggio (pareggiata 2-2, ndr.), mette in scena la squadra tipo di Davide Dionigi. In porta dal primo minuto il giovane Facchin, prelevato dal Pavia (in attesa del recupero di Baiocco che martedì dovrebbe tornare a disposizione di Dionigi, ndr.), linea a tre comandata da Freddi coaviudato da Daniel Adejo, su cui continua a premere il forte interessamento proprio del Catania, e Vito Di Bari, prelevato a costo zero dal Taranto. Agiscono sugli esterni Melara da una parte e l'instancabile Rizzato dall'altra; Dionigi affida  il compito di fare filtro in mezzo al campo al duo Rizzo-Barillà, con il nuovo arrivato Hetemaj accomodato in  panchina. Estro e fantasia servita da Vincenzino Sarno che ricopre il ruolo di collante tra centrocampo e attacco e, al tempo stesso, frena le incursioni di Capuano, terzino destro del Catania. Completano il tridente offensivo Fabio Ceravolo, nelle vesti di tornate, e Cristian Stuani, al centro dell'attacco.

PERLA DI SARNO... ALMIRON PRESENTE - Due lampi a ciel sereno vivacizzano un primo tempo a ritmi molto bassi in cui la Reggina tiene testa a una squadra di categoria superiore. Parte forte il Catania guidato da Rolando Maran, tecnico ex Varese. Gli etnei, schierati con un tipico 4-3-3, tengono bassi i due esterni amaranto grazie alla costante presenza del Papu Gomez, sul lato di Melara, e di Barrientos dalla parte di Rizzato. Reggina che dunque si vede costretta a giocare di rimessa: al quarto d'ora la gara prende una piega diversa. Dopo aver sfiorato il vantaggio con un colpo di testa dell'attaccante Fabio Ceravolo, su splendido servizio di Sarno, la Reggina trafigge Andujar passando in vantaggio. Rimpallo vinto a centrocampo dal fantasista partenopeo che avanza indisturbato e considerata anche la scarsa pressione esercitata dai due centrali etnei, Legrottaglie e Bellusci, prende la mira per insaccare, con uno splendido sinistro a giro, il gol dell'1-0. La Reggina mette paura al Catania con Maran che si vede costretto a passare dall'iniziale 4-3-3 offensivo a un 4-5-1 che vede Lodi nelle vesti di regista basso. Gli etnei, dopo un quarto d'ora in apnea in cui faticano a trovare sbocchi per offensive pericolose, riescono a realizzare il gol del pareggio con una staffilata dai trenta metri di Sergio Almiron che soprende un impreparato Facchin.

UNA RIPRESA "AMICHEVOLE" - Nella seconda parte di gara vince il gran caldo abbattutosi sulla cittadina calabra con le due squadre che si accontetano del pareggio non osando creare, nelle rispettive aree d'attacco, azioni pericolose. Girandola di cambi sia per Maran che per Dionigi. Il tecnico ex Taranto getta nella mischia il giovane Comi che debutta davanti al proprio pubblico mettendo al servizio della squadra buona grinta e tanta, tanta determinazione che lascia ben sperare per l'inizio della stagione ufficiale. Il Catania dal canto suo, espone in vetrina qualche nuovo elemento proveniente dal mercato in corso, come Castro, e qualche gradito ritorno quale Antenucci dopo l'ottima esperienza a Torino.

PREGEVOLE SARNO, FACCHIN DA RIVEDERE - In linea di massima la Reggina disputa una buona gara al cospetto di una formazione di categoria superiore. Lascia ben sperare la prestazione di Vincenzo Sarno che oltre al gol (prodezza balistica, ndr.) da alla formazione di Dionigi quantita e qualità mostrando di possedere già un buon ritmo sulle gambe. Il giovane fantasista napoletano ricorda per certi versi il Leon della stagione 2006/2007 che, dopo un gran girovagare in prestito, trovò finalmente la consacrazione con Walter Mazzarri, prendendosi sulle spalle la squadra amaranto. E lo stesso ruolo di leader in campo, attraverso le giocate, sembra averlo intrapreso Sarno. Buona prova per la fase difensiva  con Freddi che si mostra ottimo centrale difensivo e con Di Bari, nuovo arrivato, sempre puntuale sulle chiusure con cui annulla un cliente difficile come Barrientos. Da rivedere Melara che soffre le avanzate di Gomez, scomodo avversario. Come sempre puntuale il dinamismo offerto da Rizzato, mentre Rizzo e Barillà soffrono un po' tanto l'elevata temperatura ambientale. Nella rirpesa debutto anche per Angelilli su cui il giudizio resta ampiamente sospeso, e si torna a rivedere, in maglia amaranto, Bombagi a cui viene affidato il ruolo di tornante, dopo che lo scorso anno era stato impiegato come centrocampista centrale. Unico neo di questa amichevole è il giovane Facchin che ha mostrato, in più di qualche occasione, alcune indecisioni sia nelle uscite aeree che in occasione del pareggio siculo.