NOBILI DECADUTE CHE RIPARTONO - Al via oggi l'avventura in D di Bari, Reggiana, Cesena, Avellino e Modena: "Perso il Prof, si riparte tra grande entusiasmo"

16.09.2018 11:55 di Redazione Tuttoreggina Twitter:   articolo letto 491 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
NOBILI DECADUTE CHE RIPARTONO - Al via oggi l'avventura in D di Bari, Reggiana, Cesena, Avellino e Modena: "Perso il Prof, si riparte tra grande entusiasmo"

Parte oggi l'avventura delle nobili decadute in B Bari, Avellino, Reggiana (per ora denominata Reggio Audace), Cesena e Modena. Gazzetta dello Sport analizza come sono ripartiti i team. Sicuramente all'insegna dell'entusiasmo delle varie piazze:

L’esempio è il Parma, e anche due città rivali come Modena e Reggio Emilia lo sanno. Ripartire dalla Serie D è una nuova vita, forse una nuova opportunità. Indigesta all’inizio – vista la traumatica esclusione dal professionismo – poi accompagnata da grandi speranze, perché può regalare infinite soddisfazioni. Come un secondo matrimonio e una seconda famiglia dopo un divorzio. E’ successo a tanti, ma l’esempio del Parma è quello più eclatante, visto che è stata la prima squadra a cadere dalla A alla D, ma soprattutto la prima a tornare nella massima serie vincendo tre campionati di fila, fino al trionfo di San Siro e chissà. Oggi comincia la nuova vita calcistica di città come Avellino, Bari, Cesena, Modena e Reggio Emilia. Dalla Serie D, appunto. E chissà dove arriverà. Di sicuro comincia bene: le tifoserie hanno approvato.

AVELLINO Venerdì il Tar ha spento l’ultima speranza al vecchio Avellino di tornare in B, ma da tempo quello nuovo è al lavoro per ripartire. Il nuovo corso ha il marchio Sidigas di De Cesare (che ha messo Mauriello alla presidenza), lo stesso del basket, e l’imprinting è il medesimo, tanto che anche la campagna abbonamenti potrebbe essere comune. I tifosi apprezzano: presi tutti i 250 biglietti a disposizione per il debutto a Ladispoli, applaudito il ritorno del vecchio logo con il lupo. Ora tocca alla squadra, affidata a un veterano come Archimede Graziani e con giocatori con trascorsi importanti come Ciotola, De Vena, Matute, Morero e soprattutto Nando Sforzini (oggi assente), al ritorno in campo dopo un anno di inattività.

BARI Tra tutte, questa è stata la novità più clamorosa dell’estate, con Aurelio De Laurentiis che si è visto assegnare il titolo per rilanciare il Bari e creare un potentissimo polo del Sud con il Napoli. Inutile pensare adesso a cosa succederà se i due club dovessero trovarsi un giorno nella stessa categoria. I tifosi vogliono riemergere e hanno sposato ilo progetto: oggi saranno in 500 nel debutto a Messina, domani si aprirà la campagna abbonamenti che sarà massiccia e presto sapranno se Sky (dopo il mancato accordo con Dazn) trasmetterà le partite, proprio come fece con il Parma. ADL ha affidato al figlio Luigi la gestione del club e il presidente, con lo staff del d.s. napoletano Giuntoli, ha fatto uno squadrone, affidato a Giovanni Cornacchini, che ha già vinto la D nel 2014 con l’Ancona. Ci sono due reduci del Bari in B come Brienza e Di Cesare, un crac come Floriano (ex Foggia) e gente di categoria come Mattera.

CESENA Una cooperativa di 25 soci (più un italo-americano in arrivo) ha rotto i ponti col passato. Il vecchio Cesena fallirà nei prossimi mesi, quello nuovo ha preso la matricola del Romagna Centro (già in D), grazie al Comune ha riavuto il simbolo del cavalluccio e oggi riparte da Avezzano, seguito da circa 600 tifosi. L’entusiasmo è notevole, quota 5.000 abbonati è già stata superata ma al momento manca lo stadio, visti i lavori al Manuzzi in vista dell’Europeo Under 21: fino al 14 ottobre si giocherà sul campo del Forlì, curiosamente quello dei diretti rivali per la promozione. Perché la squadra affidata alla gloria locale Beppe Angelini è forte, con il ritorno di Biondini (era a Sassuolo) e De Feudis e l’arrivo dei vari Tortori e Alessandro.

MODENA L’ultima volta al Braglia era stata il 30 aprile 2017, poi i dissidi hanno portato prima alla radiazione e poi al fallimento del club di Caliendo. Oggi il Modena torna nel suo stadio contro la Vigor Carpaneto con una nuova società e un programma di tre anni, firmato da due grandi imprenditori come Amadei (l’ultimo presidente a portare il Modena in A nel 2002) e Sghedoni (uomo Kerakoll, ma qui a titolo personale), un presidente rampante come Salerno e altri due soci. Anche il d.s. Doriano Tosi (ex Torino, Samp e Parma) ha delle quote, ma intanto ha fatto una squadra esperta (deludente comunque in precampionato) con sei attaccanti navigati come Sansovini, Ferretti, Lauria, Ferrario, Montella e Baldazzi, e due difensori centrali tornati alla base come Gozzi e Perna che sono tra i 5 modenesi di sempre con più presenze in gialloblù. E in panchina? Gigi Apolloni, proprio il tecnico che fece ripartire il Parma vincendo la D.

REGGIO EMILIA Il nome Reggiana è in un cassetto, con la Ac Reggiana 1919 messa in liquidazione da Mike Piazza e comunque iscritta al campionato Pulcini. In vista del centenario (25 settembre 2019) la squadra si chiama Reggio Audace e, dopo aver fatto la Coppa Italia nel glorioso Mirabello, giocherà ancora al Mapei Stadium, con rapporti molti più distesi con il Sassuolo. La proprietà è finita per il 60% a un gruppo reggiano (presidente Quintavalli) e per il 40% a Romano (ex vice presidente del Livorno), che cura la parte tecnica insieme al veterano Tito Corsi. Una soluzione apprezzata dai tifosi, che oggi saranno in 600 a Crema e che si sono abbonati in 2.000 (l’anno scorso erano 1.100): tra di loro anche il cestista azzurro Nicolò Melli. In panchina c’è Mauro Antonioli (ha già portato in C il Ravenna), sono rimasti giocatori come Narduzzo, Spanò e il capitano Rozzio, sono arrivati gli esperti Staiti e Osuji ed è tornato in Italia il difensore giramondo Davide Grassi. E’ una nuova vita, ma il 2 dicembre c’è il derby con il Modena. E quel giorno non sarà Serie D.