CASO PALERMO - "Zamparini cede le quote a 10 euro, ma...". l'analisi de Il Sole 24 Ore

02.12.2018 09:25 di Redazione Tuttoreggina Twitter:   articolo letto 724 volte
© foto di Rosario Carraffa/TuttoPalermo.net
CASO PALERMO - "Zamparini cede le quote a 10 euro, ma...". l'analisi de Il Sole 24 Ore

Qualche urlatore ha paragonato la situazione della cessione delle quote di maggioranza della Reggina a quelle del Palermo, ufficialmente ceduta, almeno a detta del patron Zamparini, ad un misterioso gruppo inglese.

Ciò che ha colpito l'occhio è stata la cifra di 10 euro corrisposta all'oramai ex patron rosanero per la cessione della maggioranza del sodalizio. Salvo poi leggere, nel comunicato in cui si annuncia la cessione "...è stata ceduta alla nuova proprietà la società Mepal, proprietaria del marchio, con impegno al pagamento a saldo del credito residuo del Palermo di € 22.800.000 che entreranno nelle casse sociali per una garanzia serena di gestione economica”.

E allora, forse, dobbiamo andarci molto cauti con i paragoni tra realtà completamente diverse e con situazioni molto complesse. L'esperto di economia calcistica del Il Sole 24 Ore, Marco Belinazzo, in un articolo ha voluto analizzare attentamente la questione::

"...Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, ad un anno e mezzo dalla fantomatica cessione alla Integritas Capital di Paul Baccaglini e dopo innumerevoli trattative saltate tra garanzie non fornite e richieste elevate. Non è questo il caso, evidentemente, anche perché Zamparini stesso ha reso pubbliche le cifre dell’affare: dieci euro. A tanto è stato ceduto il Palermo e non solo. Perché “è stata ceduta alla nuova proprietà la società Mepal, proprietaria del marchio, con impegno al pagamento a saldo del credito residuo del Palermo di € 22.800.000 che entreranno nelle casse sociali per una garanzia serena di gestione economica”. Piccolo appunto: quella cifra la dovrebbe versare Alyssa, società lussemburghese che fa riferimento allo stesso Zamparini, alla quale è stata ceduta Mepal per 40 milioni, cifra mai riscossa fino al 31 dicembre 2017 e parzialmente recuperata negli scorsi mesi. Un’operazione che ha portato all’avvio di un’istanza di fallimento da parte della Procura di Palermo, poi respinta dal Tribunale, con successive indagini da Caltanissetta per una presunta fuga di notizie e corruzione, nelle quali sono coinvolti Zamparini, l’ex presidente Giammarva, l’avvocato Di Trapani e il giudice Sidoti, componente del collegio che ha rigettato la richiesta della Procura di dare il via al fallimento della società. Una situazione che ha generato rallentamenti nella trattativa con questo gruppo ancora ignoto, che però nella serata di venerdì ha messo nero su bianco l’atto notarile per l’acquisizione dell’intero pacchetto azionario del Palermo. Dovrà venir fuori per forza, almeno così prevedono le norme federali da quando nel 2015 il Parma passò di mano in mano a prezzi ridicoli prima di fallire. Il club emiliano arrivò ad essere ceduto ad un solo euro prima della bancarotta. Il Palermo, almeno, è valso dieci volte di più".