CALCIO CAOS - "La Lega B forza la mano, tutti i dubbi della FIGC"

11.08.2018 12:35 di Redazione Tuttoreggina Twitter:   articolo letto 312 volte
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
CALCIO CAOS - "La Lega B forza la mano, tutti i dubbi della FIGC"

Non ci si capisce più nulla. Folle giornata quella di ieri tra comunicato, ricorsi, conferenze infuocate, minacce e quant'altro. Gazzetta dello Sport parla del fronte ingarbugliato relativo ai ripescaggi in B:

"Il comunicato non arriva da Roma, ma da Milano: 19 squadre. La Serie B torna alla carica e con la sua Lega annuncia i calendari per lunedì con l’organico «dimagrito» grazie al blocco dei ripescaggi. Avellino, Bari e Cesena non saranno sostituite. O non sarebbero. Perché alla svolta di Milano (Lega B) per ora non corrisponde quella di Roma (Federcalcio). Che fino a ieri sera si è chiusa in un silenzio carico di discussioni e di incognite.

VIA SUB JUDICE Però giunge ugualmente da Roma la notizia che sposta la giornata di ieri nella direzione delle 19 squadre. È il pronunciamento del Collegio di garanzia dello sport. Il terzo grado della giustizia sportiva «congela» le decisioni di primo e secondo grado dei tribunali Figc sulla «ripescabilità» del Novara (e conseguentemente del Catania e di tutte le squadre che nelle ultime tre stagioni agonistiche hanno scontato sanzioni per il mancato pagamento di retribuzioni, tasse e versamenti previdenziali) e rinvia al 7 settembre, a Sezioni Unite, il giudizio di merito. La sospensione, però, non significa congelamento della partenza dei campionati perché questa è una decisione organizzativo-sportiva, che non compete all’organo giuridico. Dunque, si va verso una partenza sub judice.

MISTERO FIGC Ma torniamo alla Federcalcio. L’unica reazione che filtra per ora va in direzione contraria rispetto allo «scatto» della Lega B: dagli uffici di via Allegri si precisa che la posizione resta quella del comunicato del 3 agosto. In cui il commissario straordinario Roberto Fabbricini ribadiva la soglia delle 22 squadre. Un groviglio che dovrà essere sciolto. Ma come? Probabilmente con un comunicato che blocca i ripescaggi, sintonizzandosi sulla richiesta della B. In alternativa il silenzio sarebbe una conferma. A quel punto, però, cambierebbero le cose: verrebbe ripristinata la situazione precedente al pronunciamento del Tfn pro Novara e Catania, con Robur Siena, Ternana e Pro Vercelli ripescate.

COME IN A Di certo c’è che la partenza della Serie B sarebbe avvenuta comunque con un punto interrogativo sulla testa. Il processo per le «plusvalenze fittizie» al Chievo, con teorica possibilità di una condanna alla retrocessione e di una promozione del Crotone (che torna a chiedere il blocco dell’avvio della stagione), è in calendario il 12 settembre (e appello ed eventuale ricorso in terzo grado chissà quando). Quando si discuterà anche del Cesena: la piazza romagnola ripartirà dalla D con il titolo di un altro club, ma una sua eventuale condanna alla retrocessione per il campionato scorso riporterebbe in Serie B l’Entella ora in C. E non a caso, ieri, i liguri hanno chiesto il blocco dell’inizio dei campionati o, in subordine, di non far giocare l’Entella finché non verrà assunta la decisione definitiva. Ora si aggiunge un’altra variabile. Più pesante, perché i potenziali ricorrenti sono molti.

«GOLPE» Ieri, in realtà, solo il Catania ha fatto la voce grossa. La conferenza stampa dei club «ripescabili» è diventata un assolo dell’amministratore delegato Pietro Lo Monaco. Che è andato all’attacco parlando di un «autentico golpe in barba a tutte le regole». Secondo Lo Monaco la «mente dell’operazione è in Serie A», un’allusione che porta a Lotito (accuratamente non nominato, però). Il dirigente del Catania annuncia comunque: «Riterremo responsabile la Federazione e in prima persona il commissario Fabbricini, che sarebbe delegittimato, e andremo avanti su quattro procure diverse. Il Siena e le altre squadre faranno la stessa cosa, è enorme quello che sta capitando». Siena e le altre che per ora però non vogliono fare mosse false e attendono «l’ultima parola», cioè quella della Figc.

E NEL 2020? La questione è sempre la stessa. Per i tifosi della soluzione a 19 squadre, «il ripescaggio non è un diritto, ma una possibilità». E una cosa è il format (che può essere cambiato solo nella «seconda stagione successiva al momento dell’adozione»), che resta a 22 squadre, un’altra una riduzione che rientrerebbe nell’ambito dell’«organizzazione sportiva dei campionati», che spetta alle leghe. Considerando che però non si può cambiare l’attuale meccanismo retrocessioni-promozioni (che rientra nel format), come fare? L’ennesima domanda, sicuramente non l’ultima".