METEORE AMARANTO - Tullberg, Danimarca andata e ritorno senza rimpianti

Nuova rubrica, dedicata ai calciatori che hanno lasciato poche tracce nel Centenario amaranto. Prima puntata dedicata a Mike Tullberg
 di Antonino Sergi Twitter:   articolo letto 3244 volte
METEORE AMARANTO - Tullberg, Danimarca andata e ritorno senza rimpianti

La Reggina è reduce dalla stupenda stagione coronata con la salvezza nonostante la penalizzazione iniziale di 11 punti inflitta durante il terremoto che ha scatenato Calciopoli sul panorama calcistico italiano.

Gli amaranto si privano di mister Mazzarri sostituito dall’esordiente in massima serie, Massimo Ficcadenti. Partono anche capitan Lucarelli, Giandomenico Mesto, Giacomo Tedesco e il bomber Rolando Bianchi. Arrivano elementi di qualità come Edgar Barreto e Emil Hallfredsson più una serie di sconosciuti come Pablo Alvarez, Montiel, Miguel Garcia. Manca però la prima punta, infatti Amoruso, Joelson e Ceravolo non sono dei bomber di razza e allora si ricorrere al mercato.

Il “promettente” uruguayano Christian Stuani sarà tesserabile solo a gennaio e allora il presidente Foti decide di prendere un 22enne danese di nome Mike Tullberg. Insieme a lui arriva anche un'altra meteora amaranto il difensore Kris Stadsgaard. I due vengono presentati allo Stadio Oreste Granillo il 29 agosto 2007 durante la partita di Coppa Italia vinta dagli amaranto 3 a 2 contro il Piacenza. Numero 24 sulla spalle, il pubblico reggino si aspetta molto da questo ragazzo danese. Il fisico da centravanti non gli manca di certo e poi con ai lati giocatori dai piedi ottimi come Cozza e Amoruso puoi fare davvero bene sotto il profilo realizzativo, Bianchi docet. Forse il nostro presidente è rimasto impressionato dallo stupendo gol che Tullberg aveva realizzato con la maglia dell’Aarhus solamente 10 giorni prima di approdare in riva allo stretto. Al 92esimo regala la vittoria alla propria squadra contro il Brondby grazie a una rovesciata dal limite dell’area piccola su sponda di testa di un compagno. Però guardando le statistiche si poteva osservare benissimo che il senso del gol non era tra le corde di Mike, infatti tra Aarhus e Greena in 56 presenze sono solo 12 le reti realizzate.

Gli amaranto dopo la partenza al Granillo con il pareggio per 1 a 1 contro l’Atalanta firmato da Nicola Amoruso e da un rigore inesistente realizzato da capitan Doni al 87esimo, alla seconda giornata va a far visita al Torino di Walter Novellino. Stadio Comunale gremito per l’esordio del neo acquisto granata Alvaro Recoba, presentato nel pre partita in compagnia del presidente Urbano Cairo. A sorpresa tra i titolari parte proprio Tullberg affiancando Nicola Amoruso. La Reggina parte forte andando in vantaggio con quest’ultimo, ma il danese sembra spaesato e non si rende mai protagonista, è abulico e non fa mai sentire la sua presenza in area di rigore. Intanto la Reggina viene rimontata e si butta in avanti a cercare il pareggio. Su una buona sponda di Amoruso, Tullberg si trova tu per tu con Sereni e spara incredibilmente alto. A quel punto Ficcadenti decide di farlo uscire e al suo posto viene inserito Joelson. Lo stesso brasiliano si guadagnerà la punizione a due in area di rigore avversaria poi trasformata da Ciccio Cozza per il definitivo 2 a 2. Dopo quella prestazione, seguiranno altre 4 presenze anonime e con il cambio in panchina, Renzo Ulivieri lo relega addirittura alla formazione Primavera.

A fine stagione lascerà la Reggina in prestito per vestire la maglia degli scozzesi degli Hearts, ovviamente senza successo con sole 7 presenze e 0 segnature. Al ritorno a Reggio rescinde il proprio contratto e si accasa nel SC Rot-Weiß Oberhausen, quarta serie tedesca. In due anni solamente 4 presenze e il ritiro anticipato dal calcio giocato a soli 26 anni per un infortunio alla coscia che lo ha tenuto ai box per quasi due anni. La Reggina aveva creduto in lui versando un milione di euro e facendogli firmare un quadriennale ma i limiti tecnici di questo ragazzo erano facilmente riscontrabili anche dai non addetti ai lavori.