METEORE AMARANTO - Reggi, una sola gioia "in viola" in riva allo Stretto

 di Antonino Sergi Twitter:   articolo letto 2770 volte
METEORE AMARANTO - Reggi, una sola gioia "in viola" in riva allo Stretto

Estate 1999. Clima caldissimo a Reggio Calabria non solo per i gradi centigradi ma soprattutto perché la Reggina si prepara a esordire nella massima serie di calcio dopo 85 anni di storia. In tanti pronosticano un avventura fugace nell’olimpo del calcio mentre altri viaggiano con la fantasia di un grandissimo campionato, che poi effettivamente sarà. Il presidente Foti sceglie Colomba come guida di una squadra mix di esperienza e fresca gioventù. Tra le fila degli amaranto si annoverano gente come Cozza, Possanzini, Brevi, Stovini ai quali si aggiungono gli eroi Poli e Martino che andranno a fare da chioccia a giovani promesse del calibro di Pirlo, Baronio e Kallon. Oltre ai già citati Kallon e Possanzini nel reparto offensivo figurava un altro nome, un certo Gustavo Enrique Reggi. Chi sarà costui? Nativo di Mendoza, arriva dal Gimnasia La Plata dove lo stesso era approdato per sostituire il partente Roberto Carlos Sosa, il famoso Pampa trasferitosi a Udine. Il presidente Foti lo presente alla stampa e al popolo di Reggio come un grande attaccante pronto a fare la differenza in maglia amaranto, dotato fisicamente (185cm per 85 kg) e come si diceva in patria con un buon senso del gol. Addirittura nella natia Argentina si sprecano i paragoni con un grande del nostro calcio, ossia Gabriel Omar Batistuta, cecchino infallibile della Fiorentina di Trapattoni. Alla stessa Fiorentina è legato il destino di Reggi. Infatti dopo il grande esordio della compagine di Colomba con il pareggio al Delle Alpi di Torino contro la Juventus, firmato Inzaghi e Kallon, alla seconda giornata per la prima assoluta al Granillo arriva la viola di capitan Batistuta.

Entusiasmo alla stelle a Reggio Calabria, la massima serie impensabile fino a qualche tempo fa adesso è realtà e chiunque pronosticava una sconfitta pesante all’esordio contro la Juventus si è dovuto assolutamente ricredere davanti alla grandissima prestazione sfoderata da Kallon e compagni. Domenica 11 settembre 1999 il Granillo è un autentica bolgia e lo diventa ancor di più quando al 17° minuto della prima frazione Possanzini in una delle sue classiche azioni personali viene atterrato in area di Pierini e dagli undici metri si presente Kallon che non fallisce battendo Francesco Toldo. L’entusiasmo non scema nemmeno dopo la rimonta della Fiorentina grazie alle reti di Firicano e Heinrich. Allora a metà secondo tempo Colomba prova la mossa della disperazione inserendo l’argentino Reggi. I compagni cercano il gigante con la maglia numero 28 con lanci lunghi per sfruttare le sue doti aree. Proprio da uno di questi lanci al 40°, su uno di capitan Giacchetta, Toldo esce e cicca clamorosamente il pallone che arriva tra i piedi di Reggi che trovandosi il pallone tra i piedi insacca nella porta sguarnita. 2 a 2 e la Reggina ottiene 2 punti in 2 partite contro due squadre fortissime come Juventus e Fiorentina. Emozioni forti a Reggio Calabria e Reggi sembra essere destinato a diventare un idolo dei tifosi reggini, ma quel gol alla Fiorentina rimane l’unica gioia che regalerà al popolo amaranto. Infatti la storia del gigante argentino in amaranto è sintetizzata da una serie di goffe e orrende prestazioni e a Gennaio Foti interviene sul mercato comprando un giovane Bogdani chiudendo le porte a Reggi. Nel mercato di riparazione del 2001 a Reggio non c’è più spazio e allora parte alla volta di Crotone per tentare di rilanciarsi in Italia ma fallisce clamorosamente anche in maglia pitagorica

Nell’estate del 2001 torna a Reggio, lì dove aveva lasciato gli amaranto in serie A, mentre adesso li ritrova in serie B ma sarà un annata magnifica visto l’immediato ritorno nel massimo campionato. Dopo sole tre presenze l’attaccante di Mendoza a gennaio torna in patria all’Union Santa Fè. Con tanta rabbia in corpo per l’esperienza fallita, nel campionato argentino si rilancia e la stagione dopo si trasferisce in serie B spagnola al Las Palmas. Sarà un eccellente stagione sotto il profilo realizzativo per lui con 11 reti segnate. Si trasferisce nel Levante e dal 2003 al 2007 è uno dei pilastri, inanellando 96 presenze e 17 reti complessive. Arrivato a 34 anni rescinde e  intraprende un'altra esperienza nelle serie minori spagnole con il Castellon, sarà fallimentare e farà ritorno mestamente in patria prima al Quilmes e poi al San Martin di Mendoza, sua città Natale.

Con la maglia amaranto è sicuramente stata una delle meteore più in vista, aveva fatto nutrire false speranze sulle sue qualità ai sostenitori reggini dopo quel gol alla Fiorentina, ma del suo nome e della sua rete sicuramente i tifosi più accaniti, più affezionati non se li dimenticheranno mai. Hola Gustavo.