UN IPOTIZZABILE FUTURO AMARANTO

 di Franco Cleopadre  articolo letto 3685 volte
© foto di Federico Gaetano
UN IPOTIZZABILE FUTURO AMARANTO

Volendo ragionare nell’ottica dell’ottimista  potremmo dire  che la perdita della categoria  rappresenta un punto di svolta per  il calcio a Reggio. Un vecchio detto locale afferma “ Megghiu na vota mi si russica,ca centu mi si ngiallisci” ( meglio una volta arrossire che cento ingiallire ).Il calcio a Reggio aveva bisogno di arrossire dopo la perdita della serie A, perché ,a parte il primo anno di Atzori, è stato un susseguirsi di delusioni e di promesse mancate.

Dal 20 Maggio 2009, data della matematica retrocessione in serie B, ad oggi, a parte il primo anno di Atzori, c’è stato  il continuo avvicendamento  di allenatori : Novellino, Iaconi, Breda, Atzori, Breda, Gregucci, Breda, Dionigi, Pillon, Atzori, Castori, Atzori, Gagliardi/Zanin, il che significa 14 allenatori in 5 anni, ovvero 2,8 a stagione che non possono che essere  il sintomo del tarlo che ha impietosamente attaccato  il calcio a Reggio. La larva  non ha un nome scientifico :  ieri si chiamava “ carenza di risorse “, oggi alla carenza si è aggiunta la disorganizzazione societaria. Sotto il profilo manageriale  sono  mancati  l’organizzazione  volta a razionalizzare le risorse,  la pianificazione come organizzazione del futuro, il coordinamento quale  intersezione ( punto d'incontro ) dei singoli  apporti . L' azienda che presenta queste patologie è destinata a fallire o a non conseguire gli obiettivi,  se sono stati fissati . Se  manca il cervello, baricentro strategico  strategico dal quale partire,  per orientare in senso positivo il funzionamento  del clima relazionale, è come tagliare le ali ad un’aquila. Ieri  si era orgogliosi del passato, 9 anni di serie A, oggi si è gelosi del futuro. Degli uomini  che hanno contribuito  a fare grande la Reggina di ieri, qualcuno come Franco Iacopino, si è affermato altrove, qualche altro, si è defilato dal calcio, qualche altro ancora ha provato ,con modestissimi risultati , in quasi tutte le categorie. Probabilmente nel caso Reggina le competenze dei singoli erano tra loro complementari  se si scarta , per definizione, la teoria Palazzi/Moggi.
 

UN  IPOTIZZABILE FUTURO AMARANTO 

Ogni anno abbiamo sentito lo stesso stornello, anche dopo la vendita di Rolando Bianchi, : prima vendere e poi…comprare …con i saldi di fine stagione. Più volte abbiamo lanciato un messaggio che è rimasto inevaso e qui vogliamo ripetere : AZIONARIATO  POPOLARE  . Si tratta di una pratica  aziendale che consente la proprietà  della squadra anche ai tifosi che assumono la veste di soci e dirigenti  della Società , che coinvolge o responsabilizza  un maggior numero di soggetti nelle  sorti dell’impresa.Esempio tipico di azionariato popolare sono il Barcellona di Messi con 163 000 soci, il Real Madrid, l’ Osasuna,la Roma, che diffonde già messaggi per la campagna abbonamenti 2014-15, l’Hellas Verona ed altre squadre minori italiane.In Germania dal 1999 esiste una legge secondo la quale nessun club può essere di proprietà di un singolo azionista per più del 50%. Il Bayern Monaco è di proprietà per il 9% di Audi, 9% di Adidas,9% di Allianz e 73% dei tifosi. Se questa è una pratica giuridicamente possibile, perché non adottarla anche a Reggio ? Se il Patron Foti, vuole conservare il posto in cabina di regia, nessuno potrebbe negargli  il possesso del 50% delle azioni,e forse qualcosa in più, visto che l’ambiente imprenditoriale Reggino… non è quello di Cesena. Tale pratica potrebbe avere l’effetto di far rinascere l’interesse per la squadra , la disponibilità di una platea maggiore rispetto all’attuale zoccolo duro, iniettare fiducia  e disponibilità nel  mondo del  calcio, esterno alla Reggina, che al momento è molto marginale o assente, come dimostra  il rifiuto a Giugno di diversi allenatori( che poi sono stati esonerati dalle squadre dove hanno approdato) di venire  a Reggio  e di alcuni calciatori  a Gennaio.

La partita di Siena è servita per mettere in vetrina altri pezzi pregiati dell’officina S.Agata ( come ama definirla Foti ) anche se tutti dobbiamo guardarla la squadra, dalla  prossima stagione, come una nobile decaduta.Ma non è scritto da nessuna parte che se si riuscisse a superare l’attuale momento un nuovo ciclo non si potrebbe riaprire.   Per quanto il S. Agata possa sfornare qualità, non è sufficiente a coprire le spese di gestione. Ieri sera  Gagliardi e Zanin hanno continuato nell’esperimento  di mettere in vetrina ragazzi della  Primavera. Non appare  ipotizzabile affrontare  il campionato di Lega Pro, attingendo integralmente alla “cucina casalinga”. Il Siena, anche se in difficoltà economiche, ha dimostrato il giusto mix  tra giovani ( Spinazzola, Schiavone, Cappelluzzo ) e calciatori d' esperienza (Rosina, Giacomazzi, Valiani, Lamanna) che hanno controllato a piacimento il centrocampo, senza forzare.Note certamente liete per la Reggina, Coppolaro , Bochniewicz, Maza che forse, si sarebbero potuti lanciare prima.Auguriamoci che in Lega Pro si riesca a colmare la lacuna che ha afflitto la Reggina delle ultime stagioni : un centrocampo che non solo si limita  all’ interdizione , ma riesce a fare ripartire la squadra in fase di possesso.