SE DOVESSIMO VALUTARE LA BONTA' DELLE SCELTE DI ZANIN E GAGLIARDI IN RAPPORTO A...

 di Franco Cleopadre  articolo letto 2365 volte
SE DOVESSIMO VALUTARE LA BONTA' DELLE SCELTE DI  ZANIN E GAGLIARDI IN RAPPORTO A...

SPERANZE PERDUTE ?

La Reggina parte  per Pescara con la segreta speranza di “rinvigorire “ l’anemica classifica. Esce  dall’Adriatico con  un brodino che non spegne, né alimenta, la tenue fiammella di salvezza che arde in cuore amaranto. Al termine dell’incontro è possibile affermare  che la Reggina formato esterno si esprime meglio rispetto a quella formato interno e se l’andamento dovesse  proseguire su questa scia le speranze di salvezza si trasformerebbero da fiammella in luce appena percettibile. La sconfitta di Novara e  Cittadella , se ci fa piangere con un occhio, non ci rallegra,  perché  continuiamo  a  rinviare  di settimana in settimana , quel salto di qualità,  indispensabile per non perdere la categoria.

SITUAZIONE AL VIA

I padroni di casa  nelle ultime 3 partite avevano collezionato due vittorie ed una sconfitta ( brucia ancora quella in casa con il Palermo ) ed  avevano bisogno di punti per continuare  a sperare nei play  off.  La Reggina  ha scelto di non guardare la classifica, bensì considerare qualunque partita interna od esterna ,una finale scudetto, per continuare a sperare nei play out o… nella salvezza diretta. Si tratta, di due formazioni, deluse del campionato. In Agosto, entrambe erano partite  con la prospettiva di disputare almeno  i play off, ed oggi si trovano il Pescara a tre punti da essi  e la Reggina in piena zona retrocessione diretta. E’ proprio vero che chi vince il calcio d’Agosto( e la Reggina l’aveva fatto qualificandosi per la Coppa Italia ),perde quello di primavera.
 
SCHIERAMENTI IN CAMPO

Il Pescara  parte con il 3-4-1-2-, dove  poco dietro le due punte, Caprari e Sforzini, c’è l’altro attaccante, l’ex catanese Mascara. In panchina i due ex amaranto Rizzo ( è in comproprietà fino al 2015)  e Ragusa ,con quest’ultimo che subentrerà al 26’ del primo tempo per infortunio di Rossi, ma anche in panchina due forti attaccanti quali Cutolo e Maniero, con Cutolo che scenderà in campo al 62’ al posto di Caprari. La Reggina ripresenta Lucioni ed Ipsa  al centro della difesa a 4, con due esterni di ruolo, Adejo e Frascatore ( quest’ultimo ha giocato 4 partite con il Pescara da Agosto 2013 a Gennaio 2014 ). Gli esclusi  calabresi di turno sono Strasser  e Pambou. Se dovessimo valutare la bontà della scelta  di Zanin e Gagliardi , in rapporto ai goal subiti, diremmo che poco o nulla è cambiato, ma rapportando il contributo della difesa al gioco d’assieme della squadra, riteniamo che l’opzione  non si è rivelata un errore , in quanto sia Adejo che Frascatore, per quanto possibile, hanno svolto le due fasi, facendo correre meno rischi alla porta  di Pigliacelli  con  il Pescara che ha tirato in porta,solo una volta, in occasione del goal ( fonte SKY )
In mediana Dall’Oglio ha stazionato spesso davanti alla difesa, pur non disdegnando  di far ripartire l’azione offensiva. A sostegno  delle due punte reggine,  Dumitru e Di Michele, ci hanno pensato Barillà , Maicon  e Sbaffo, con il terzo senza posizione fissa ed il secondo che si è abbassato più volte per dar man forte alla difesa.

PRIMO TEMPO
Al 9’ Maicon tenta la via della rete di tacco ma Belardi para. Al 13’ Di Michele lascia partire un siluro che Belardi toglie dalla porta con un bel volo. Al 21’,in seguito ad un rimpallo fortunoso la palla arriva a Brugman  che dai 20 metri ,fa partire un forte destro in diagonale che fulmina Pigliacelli. Ma a rimettere le cose a posto, ci pensano due minuti dopo Sbaffo e Di Michele : il primo  effettua dalla sinistra un cross in area adriatica, ed il secondo , lo raccoglie al volo e lo manda  la dove l’ex portiere amaranto,  Belardi, non ci può arrivare ( vedi foto ). La parità è ristabilita. 

Il botta e risposta ha evitato agli uomini dello stretto,  di cadere in depressione e rinchiudersi nella propria metà campo, con conseguente pressione avversaria, che in altri casi si  è  tradotta  in respinte casuali della difesa  con  consegna della sfera agli avversari o spreco di palloni. In definitiva i  Reggini non si sono assolutamente mostrati quella squadra che la classifica potrebbe far pensare, riuscendo a tenere alta la concentrazione per tutti i 90 minuti .Si sono rivisti, infatti , i fraseggi   e gli scambi veloci  oltre  a qualche accelerazione che avevamo dimenticata , non  abbassando, infine, il baricentro, come  accaduto ad Empoli. Da notare ,inoltre, che in questo primo tempo, la Reggina ha denotato una leggera supremazia territoriale se si pensa , che ha tirato  in porta 6 volte , contro l’unica del Pescara( che poi l’ha portata in vantaggio ) e Di Michele…miracolo… non si è fatto mai pescare in fuorigioco per l’intera partita .

SECONDO TEMPO
      
E coraggio, gli amaranto l’hanno pure mostrato  nel secondo tempo, dopo che all’85’ Cutolo dalla destra aveva operato un lancio per il centro area amaranto che spizzicato da Bocchetti era pervenuto a Mascara che con un bel destro trafiggeva per la seconda volta Pigliacelli. E’ da poco iniziato l’88’ e Dall’Oglio batte dalla tre quarti  sulla destra, una punizione, sulla quale s’avventa Fishnaller subentrato al 72’ per Sbaffo che realizza il goal del pareggio.

La partita, a differenza di tante altre, non lascia strascichi polemici di natura arbitrale , vuoi per la correttezza delle due squadre in campo, vuoi per l’oculatezza della quaterna arbitrale stessa . La presenza del Presidente della lega Abodi in tribuna è stata forse utile per dimostrare che non tutta la classe arbitrale merita comunicati ufficiali di protesta da parte delle Società. Rimane il rammarico  per i cartellini gialli di Dell’Oglio  e Barillà, ma se li sono meritati  per cui essendo in diffida, non saranno presenti sabato prossimo contro il Latina.

CONCLUSIONI

Era quasi impensabile che i reggini riacciuffassero il pareggio, qualche minuto  dopo il primo e il secondo goal subito , ma stavolta, a differenza di altre ( vedi ad esempio Empoli ), la squadra del Patron Foti, non si è  disunita, consegnandosi mani , piedi e testa, agli avversari, ha creduto in se stessa e l’assenza di macroscopici errori dei suoi  attaccanti, sotto porta ,l’ha premiata.