IMPARANO PIU’ I POPOLI DA UNA SCONFITTA,CHE NON I RE DAL TRIONFO

 di Franco Cleopadre  articolo letto 768 volte
© foto di Federico De Luca
IMPARANO PIU’ I POPOLI  DA UNA SCONFITTA,CHE NON I RE  DAL TRIONFO

Sapevamo che contro il Matera  sarebbe stata una battaglia dura,ma neanche Leopardi,noto per il suo pessimismo,avrebbe ipotizzato per la Reggina una Caporetto così eclatante.

L’amico Mimmo Durante, recentemente scomparso ,amante delle statistiche ,avrebbe scritto che la sconfitta  di Domenica sera è entrata di prepotenza  negli annali di storia della Reggina ,come la batosta più sonora  e  clamorosa per proporzioni.

Siamo andati a spulciare i “ sacri testi”  e salvo errori  ,abbiamo rilevato  che le precedenti  vistose  sconfitte in casa , sono datate  18 Novembre  34 , Reggina- Palmese 0-4  e stesso punteggio il   13 10 63 per Reggina-Sambenedettese  e in serie A, sempre con 4 goal subiti, il 7 Novembre 99 e il 18 Dicembre 2005 contro Roma  e Inter. Quindi,mai avevamo subito 6 reti in casa. Proviamo a schematizzare /ipotizzare   i motivi della sconfitta:

- La squadra sin dall’inizio  è apparsa  contratta, vuoi per la caratura dell’avversario,vuoi per la pressione psicologica  che spingeva verso il successo.

 - Anche se il morale di squadra poteva  essere a mille ,dopo la brillante prova di Caserta, qualcosa doveva  rodere  dentro  ciascun  calciatore.

- Aver subito il rigore ad inizio  gara ha certamente  appesantito  il quadro psicologico.

- Il Matera sin dal calcio d’inizio ha utilizzato le stesse armi  che avevano  reso forte la Reggina dopo la partita di Fondi : aggressività, velocità, pressing.

- Condizione di certo aggravata dalla bella coreografia offerta dalla curva,ma che ha ridotto di molto la visibilità, un pensiero in più per chi doveva difendere, e che  avremmo  visto meglio  se fosse partita prima, ad un segnale convenuto, con il suo massimo all’ingresso delle squadre in campo per sfumare la carica di Auteri   e accelerare  quella di Zeman.

- Errori individuali a catena sia del pacchetto difensivo  che  del portiere, di anticipo, di posizione,di colpo d’occhio,di previsione.

- Arbitraggio limitato nella valutazione dei falli, ma poco oculato nell’assegnazione dei falli pro-Reggina .Il portiere amaranto, Sala, sul podio in  precedenti  partite , è incappato nella peggiore prestazione del Granillo  e poteva essere espulso nel caso del  giusto rigore concesso  al Matera.

- L’assenza di Kosnic ha influito  particolarmente sul reparto arretrato, considerato che  Gianola e il sostituto di Kosnic, ovvero De Bode, non sono due fulmini di guerra in quanto a rapidità .

- Con il senno di poi  si potrebbe pensare che sin dall’inizio  il  passo di  Bangu avrebbe potuto costituire un più proficuo ostacolo  per  gli scambi  veloci  tra i centrocampisti e gli attaccanti lucani.

- Senza nulla togliere al prestigioso lavoro fin oggi svolto da Karel Zeman, vogliamo sperare che se  “esperienza è la somma delle fregature”, tutti  dalla sconfitta con il Matera, ne dobbiamo trarre vantaggi, tifo organizzato/coreografie  ed allenatore compresi, nel  modificare, anche n corsa, qualche  scelta.Non abbiamo compreso, ad esempio, quando Coralli si è recato sotto la curva sud, per chiedere  di spegnere i  fumogeni, perché  l’invito è stato sottovalutato.

Siamo stati critici verso il tifo organizzato ma non possiamo  sottacere un  suo  gesto che meritava la copertina non solo della Domenica Sportiva,ma dei principali quotidiani sportivi nazionali.

Quando quella stessa  squadra, con in testa l’allenatore, umiliata ,mortificata ,schiacciata dagli avversari, con un pesantissimo 2-6, si è presentata sotto la curva che l’aveva sempre acclamata , anche stavolta  sono partiti  gli  applausi ,che hanno  coinvolto tutto lo stadio  ed espresso  senso di maturità ed affetto. Bravi ragazzi avete dato una lezione di dedizione, attaccamento, devozione  che probabilmente sarà servita a rendere meno amara per tutti , la sconfitta  .Mazzini diceva : Imparano  più i popoli da una sconfitta ,che non i re dal trionfo.