Il giornalista reggino Emilio Buttaro a Coverciano...

 di Franco Cleopadre  articolo letto 2662 volte
Il giornalista reggino Emilio Buttaro a Coverciano...

Per il giornalista reggino Emilio Buttaro, trapiantato a Bologna , il periodo attuale è davvero dei più impegnativi. A Coverciano non perde neppure una battuta di quello che si dice e di tutto quanto riguarda la Nazionale. Emilio segue da tempo gli azzurri per alcune testate italiane e straniere e l'occasione è buona per parlare degli imminenti Mondiali in Brasile.
 

Che atmosfera si respira in questi giorni a Coverciano?
"C'è sicuramente aria di grande evento. Tutti vogliono fare bene la loro parte, da giocatori e tecnici a giornalisti e addetti ai lavori. Non parlerei di tensione ma di una certa carica che nel quartier generale degli azzurri finisce per coinvolgere tutti".

Prandelli come gestisce questo momento?

"Credo sia la persona giusta al posto giusto. Ha saputo avvicinare la Nazionale alla gente nel modo migliore ottenendo anche importanti risultati sul campo e poi è una persona vera, autentica".

Lui ha detto di puntare alla finale ma non ti sembra un obiettivo troppo ambizioso?

"Se guardi le altre squadre direi prorpio di sì ma se consideri la tradizione azzura fa bene a crederci. L'Italia ha disputato finora sei finali vincendone quattro e quando è partita senza i favori del pronostico è arrivata in fondo. Adesso siamo al nono posto nel ranking Fifa e quindi bravo Prandelli a tenere alto l'entusiasmo, insomma a crederci".
 

Nel nostro girone sarà più difficile la gara d'esordio con l'Inghilterra a Manaus o l'ultima con l'Uruguay?

"Difficile dirlo. Il debutto è sempre un'incognita ed il fattore ambientale conterà tantissimo per questo gli azzurri a Coverciano frequentano assiduamente quella piccola zona artificiale ribattezzata proprio Manaus, in cui vengono riprodotte le condizioni di caldo e umidità che troveranno in Amazzonia. Con l'Uruguay sarà durissima, la squadra di Cavani è meno forte di quella che ha vinto la Coppa America ma sicuramente più attrezzata dell'Inghilterra e poi giocano quasi in casa".

 

Chi sarà il migliore degli azzurri in Brasile?

"Ancora il nostro ct deve scegliere i 23 che partiranno ma ad oggi mi sento di dire Cassano: è in forma smagliante. Per lui si tratterebbe del primo mondiale e come ha detto Prandelli forse dell'ultima occasione della carriera".

Insomma, speriamo di poter gioire con gli azzurri dopo una stagione amaranto da dimenticare...

"La retrocessione nell'anno del Centenario è stata una doppia beffa ma nello sport come nella vita credo sia sempre importante 'ricominciare' e in questo caso speriamo con un progetto all'altezza".

Hai scritto insieme ad Anna Briante il libro "Venti sfumature di amaranto" dove hai ripercorso il passato della Reggina ma come immagini il domani amaranto?

"Mi sono arrivate anche brutte voci ma quelle lasciamole ai gufi...Bisognerà vedere come sarà strutturato il campionato. L'eventuale presenza di squadre geograficamente vicine alla Reggina e sportivamente rivali da sempre, potrebbe riaccendere l'entusiasmo. Del resto credo non si possa vivere nel ricordo dei nove anni di serie A".

Quale pensi debba essere il primo problema che la Reggina 2014/15 dovrà affrontare ?

Ritengo che forse l’ attenzione principale  sia da rivolgere  alla “ ricompattazione “ della Società sotto il profilo  societario  e  tecnico, con nuove idee, risorse , progetti  e competenze.