E' QUESTO IL FUTURO DELLA REGGINA ?...

 di Franco Cleopadre  articolo letto 4277 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
E' QUESTO  IL FUTURO DELLA REGGINA ?...

Abbiamo sperato  fino a ieri sera  nel miracolo Reggina. Oggi siamo dell’idea che i miracoli si avverano se si è portatori di fede e questa è mancata alla Reggina nella prima parte del campionato, proprio quando doveva traboccare dal vaso amaranto,in vista della scadenza del centenario. Oggi, visti i risultati delle concorrenti alla salvezza, con particolare riferimento a Ternana, Novara, Cittadella, Padova ,tutte vincenti, a parte  Juve Stabia, data ormai per certa in Lega Pro, c’è poco da sperare.

A COSA E' VALSO SEMINARE OTTIMISMO ?

Nel corso dell’intera annata abbiamo cercato di seminare ottimismo, incutere nei ragazzi coraggio, ma tutto ha un limite. Anche per noi la misura è colma, né ci sostiene l’idea che  il prossimo incontro  avremo il Cittadella in casa e che assieme al Novara i padovani  dovranno  affrontare  la corazzata Palermo, perché  il Cittadella lo dovrà fare alla 39, quando  i Siciliani avranno probabilmente  la promozione matematica in tasca e si sa che in questi casi, sotto il profilo psicologico,  c’è qualche allentamento.  Probabilmente nella Reggina,  se non ci fossero stati sin dall’inizio problemi , con riferimento a rapporti interpersonali , oggi non vedremmo la squadra pronta a riprendere i derby con Messina, Catanzaro, Cosenza , Salernitana e squadre che avevamo dimenticato far parte del panorama calcistico. Che dire ? Siamo solamente amareggiati e non riusciamo a convincerci  come realtà che si chiamano Crotone, Latina, Trapani, Lanciano,  con un bacino di utenza  inferiore a quello amaranto, riescono a galleggiare, anzi a primeggiare, ( abbiamo escluso dall’ elenco Carpi, perché  dispone di un tessuto produttivo  di gran lunga superiore a quello  di Reggio ) e noi , a parte l’anno dei play off persi a Novara, dal ritorno in serie B, abbiamo  avvertito sempre la presenza di problemi finanziari.

IL SANT'AGATA


Probabilmente la presenza del  vivaio del Sant’Agata non ha dato quell’apporto in termini di costi di gestione /plusvalenze che la dirigenza si attendeva. E’ stato detto  in più occasioni che la Reggina deve valorizzare i giovani del suo vivaio. Ma quali sono i risultati di questa politica ? Il nostro Direttore editoriale, Giovanni Cimino, segue i giovani amaranto sparsi nei vari  tornei  minori e da lui apprendiamo  che a parte Arrighini  del Pontedera, buona parte degli altri spesso  o sono esclusi per scelta tecnica o fanno panchina o subentrano a partita in corso. QUESTO E' IL FUTURO DELLA REGGINA DI OGGI con la prima squadra composta da Di Lorenzo, Maicon, Pambou, Dall’Oglio, Bochniewicz, dove chi più, chi meno, ha contribuito a portarci  in Lega Pro e qualche pezzo di qualità  come Pigliacelli, Sbaffo e Dumitru  sono da restituire a fine campionato.
Quando qualcuno si risposa si usa dire “ Dote fresca e parentela nuova “. E’ questo che ci attendiamo dalla Reggina targata 2014-2015, intendendo per “dote “ apporto di  nuove risorse organizzative ed  economiche e  “parentela  nuova “, revisione dei quadri dirigenziali ,tecnici e societari. Ci chiediamo anche  perché la Reggina non riesce  a trovare  nuove  risorse  per allargare la platea del consenso ? Qual è il tarlo che ne mina l’apporto ?
Abbiamo scritto più volte, l’intero anno scorso compreso, che la squadra  a centrocampo ha tanti capimastri, ma manca l’ingegnere progettista, il costruttore del gioco, il fulcro della squadra, colui  che recupera palloni e li smista agli attaccanti, che gestisce il gioco  con lanci lunghi, detta i tempi dell’azione, ed è in grado con la sua esperienza di guidare i giovani . L’ assenza  di questa figura ha pesato  sulla rendimento  complessivo  della squadra. Nel mese di Giugno, è stato proposto da più parti  Fabio  Caserta ,ma è stato come predicare nel deserto , “C’è Colucci e il centrocampo sarebbe troppo  lento  con due vecchietti… “ è stata la risposta. Si dice che “attrezzo fa maestro “ ed in questo caso l’attrezzo è il giocatore dotato di buona tecnica, intelligenza tattica  ed esperienza,  quindi in grado di impostare la manovra che ci sembra essere mancato in questa Reggina.


Sulla partita c’è poco da dire. La formazione amaranto scesa in campo ha dato la sensazione di  " prova generale di Lega Pro". E' vero che le speranze di successo erano limitate, ma arrendersi in partenza non è concepibile. La differenza di qualità  tra le due formazioni  è stata palese, anche se in questo senso  un  notevole contributo in positivo al Palermo l’ha dato la più che  tranquilla posizione in classifica ed in negativo alla Reggina la stessa precaria posizione.  Ad una Reggina operaia , arroccata in difesa, ha fatto da contraltare un Palermo  incisivo  e ordinato che nel primo tempo ha puntato sul confronto  Lazaar /Di Lorenzo  per  scardinare il super catenaccio reggino .Il primo affondo  è  stato del Palermo quando  al 6’ Vasquez , su passaggio di Dybala  ha  costretto Pigliacelli ad un volo sulla sua sinistra , al quale  ha  risposto al 25’ Barillà offrendo una palla filtrante a  Sbaffo  il cui  susseguente  tiro è stato  parato  dal  bravo Sorrentino  .Al 29’ parte dal  piede del marocchino Lazaar  il lancio in area amaranto, che  raccolto da Bolzoni, costringe Pigliacelli ad una corta respinta sulla quale si avventa  Dybala  che realizza  la rete  del  momentaneo  e definitivo 1-0.  Al 40’ Terzi avrebbe potuto colpire la Reggina per la seconda volta, ma il tiro fuori misura è raccolto  da Bolzoni  che spedisce alto sopra la traversa. Nulla di particolare nel secondo tempo.