COSA È CAMBIATO IN QUESTA REGGINA?

 di Franco Cleopadre  articolo letto 4138 volte
© foto di Federico Gaetano
COSA  È CAMBIATO IN QUESTA REGGINA?

I PRIMI ARTEFICI DEL SUCCESSO

Il segreto per andare avanti è iniziare. Per iniziare  occorrono  coraggio, capacità di accettare le sfide ,  non aver paura del rischio. Si racconta che ad un alunno venne dato un compito in classe sul tema “ Cos’è il coraggio” .Lo svolgimento fu : “ Il coraggio è questo”, lasciando il resto del tema in bianco…La prof.ssa ,apprezzando il coraggio  per lo svolgimento, gli diede un buon voto con il seguente commento : “ Continua ad aver coraggio, ed andrai lontano “.Ed un buon voto assegniamo noi alla famiglia Gagliardi composta dal capostipite Francesco, Grilli , Saffioti , Zanin ( in ordine alfabetico ) con la motivazione “ Per  il coraggio che hanno avuto  nello sfidare un mare in tempesta “ . Si, il quartetto accettando di guidare la prima squadra, ha accettato di “ salvare una morente”, quale era la classifica della Reggina al termine del girone di andata.
 

COSA E’ CAMBIATO IN QUESTA REGGINA ?

IL CORAGGIO!  Ieri affrontavamo gli avversari  con timore e la nostra difesa  sembrava  una rete da pesca a maglie larghe. Spesso  dovevamo inizialmente mettere in conto,  un goal al passivo per errori  individuali, oggi  come ha ben ricordato nel  commento finale  Radiotouring, ” la difesa è assicurata, perché  abbiamo un avvocato in panchina…”. E lo stesso avvocato( Mr  Gagliardi ) ha tenuto a sottolineare che  la Reggina è una famiglia : tutti per uno e uno per tutti. Forse in questo concetto è racchiuso il segreto  di questa Reggina  targata 2014. Probabilmente  il quartetto di cui sopra  ha tolto  un po’  di ruggine  dallo spogliatoio …e i risultati si vedono in campo.
 

CHE REGGINA ABBIAMO VISTO IERI ?

 La  squadra, che avremmo voluto vedere nella prima parte del torneo  invece  di farci disperare ,diventare di malumore fino  a  far  vacillare  la fiducia  nella società e  quindi temere per il futuro del calcio a Reggio.
 

COSA È CAMBIATO NELLA TESTA  DEGLI  UOMINI ?

La mentalità . Probabilmente la convinzione di non aver nulla da perdere  e tutto da guadagnare, come avvenne in occasione della penalizzazione di meno 15 iniziale , assieme allo spirito di squadra , ci sembrano  la chiave del successo. Senza il supporto dell’intero gruppo  e il riconoscimento  che il successo di un componente è dell’intera squadra, non si va lontano.
 

GLI UOMINI
 

A parte De Rose, che abbiamo sostituito con un più concreto Pambou,  la squadra è stata liberata  da Benassi ( probabile causa prima di tanti punti persi ), Gentili, Caballero ( sul quale avevamo inizialmente sperato ), Falco, Colucci, Rigoni ( senza infamia e senza lode ),  elementi  che non hanno fatto  la differenza  rispetto   alla formazione  che si è salvata l’ultima giornata di campionato la stagione  12/13, il che significa campagna estiva in vista del centenario alle soglie del fallimento. Quali le novità invernali  ? Barillà  rientrato dalla Sampdoria, Pigliacelli, Frascatore,  Dumitru, Pambou,  Azizi.
 

UOMINI CHIAVE

 A nostro avviso  la squadra ha ricevuto fondamentalmente una spinta psicologica  dalla  ottima prestazione del nuovo portiere Pigliacelli a Bari, non solo per aver parato il rigore ,ma anche per alcuni interventi che con il precedente  guardiano  sarebbero state altrettante reti al passivo. La  prestazione  è stata confermata ieri con il terreno molto viscido, ed ogni suo intervento è stato sottolineato  dagli applausi del pubblico,  anche se si è trattato per lo più di ordinaria amministrazione. Ottima anche la prova di Nino Barillà e  per il goal realizzato e  per l’impegno, l’anima e il cuore che ha gettato nella  mischia. E accanto a lui tutta la squadra da Adejo che s’incammina velocemente verso i suoi migliori standard di rendimento a Lucioni che ha confermato quanto già si sapeva su di lui, a Ipsa che non ha sbagliato un intervento e con i suoi lanci ha fatto ripartire più volte la squadra. Ottima anche la prova della linea mediana, dove Strasser  e Pambou si sono battuti da leoni ( e chi meglio di Strasser che proviene dalla Sierra Leone) .Strasser , come ha detto in  fase d’intervista,  forse  perché non aveva  mentalmente accettato  il  passaggio dal Milan alla Reggina, aveva qualcosa da  recuperare  “ e ciò è avvenuto” .  Pambou ,  ha espresso  velocità, rapidità , destrezza e recupero di palloni apparentemente persi.  Da Silva e Dall’ Oglio,  hanno superato la fase di rodaggio e si dimostrano sempre di più un  crescente patrimonio della società per il contributo che riescono a dare . Che dire dei due attaccanti Fishnaller e Di Michele ? Che hanno fatto bene!  Fishnaller è cresciuto molto rispetto ai suo arrivo  a Reggio .Gioca di più per la squadra che per l’esibizione personale e ciò rende più produttivo  il suo impiego. Anche con il campo pesante ,entrambi  hanno dato un grosso apporto  sia in fase offensiva che difensiva. Che cos’è che di un misero fa un re? Il coraggio. Nonno Di Michele ha corso tanto da far quasi dimenticare le sue …sette primavere. Ci vuole  proprio coraggio a correre tanto. Tutta la squadra va elogiata nel complesso per l’ardore con cui ha combattuto e all’elogio  associamo anche al pubblico  che l’ha  costantemente applaudita, specie a fine partita.
 

LA PARTITA

Il Lanciano  parte con il 4-3-3  e forte,  sperando di intimorire la Reggina e magari  sfruttare  qualche errore individuale. Barone ha forse preparato la partita vedendo i filmati  delle partite dell’andata, sottovalutando le nuove energie individuali e mentali  di questa Reggina  targata 2014. Ha sbagliato  i calcoli, perché  la Reggina parte con un 4-1-4-1  si difende  con ordine, serrando il più possibile le fila ,ma  anche contrattacca  e se Lucioni  al 32’, sua azione susseguente a calcio d’angolo, non avesse mandato la palla  di poco a lato della  porta  avversaria e Gerardi  al  94’ non si fosse divorato un goal  più difficile da sbagliare che da realizzare, oggi  staremmo a commentare un risultato più vistoso per la Reggina. Gli amaranto  sono passati al 64’ ,quando un lancio dalla sinistra di  Fishnaller   trova Barillà in area che  con una mezza girata di testa batte Sepe.  Sull’azione  i  lancianesi protestano per un presunto fallo di Barillà, ma  ciò non è assolutamente documentato dalle riprese televisive, per cui  ci sembra fuori dalle righe  la mancata  presenza in sala stampa, per proteste, degli abruzzesi a fine gara. Ma pensandoci bene ,forse,  due anni di serie B sono  pochini  per saper perdere da  parte di chi si attendeva di fare della Reggina un solo boccone. Tuttavia  il boccone  l’hanno  fatto, solo  che è risultato indigesto  e la mancata presenza in sala stampa sono  forse gli effetti del mal di pancia per la sconfitta. Barone  si è affidato sia ai lanci lunghi   per il centro area,  sui quali  il trio difensivo ha fatto buona guardia, sia alla velocità e rapidità di Piccolo  ben marcato da Barillà  . Subita la rete , gli ospiti  hanno cercato di sfondare  scaraventando  tutta la squadra in area di rigore amaranto, ma anche  questa strategia non ha dato esiti positivi .  Il campo ,al limite della praticabilità ,specie sulla fascia  laterale della tribuna ovest, ha più volte frenato  i due attacchi facendo svanire buone iniziative. Nella Reggina abbiamo apprezzato  lo spirito di collaborazione dei singoli ,l’abilità tecnica con palla a terra ed avversario di fronte , il posizionamento rispetto ai compagni di reparto, il catapultarsi di più uomini  sul portatore di palla avversario.  
 

CONSIDERAZIONI FINALI

La squadra ha dimostrato di sapersi rialzare , ricominciare a vivere e abbozzare un sorriso, preferendo il sudare al tremare  e dicendo al mercato, già chiuso,  che se è vero che i poveri non hanno parenti, ci possono esseri  valori reconditi che rendono ricco il povero e dal poco può venire il molto. Di questi valori  ci è sembrato alla fine  carente il Lanciano .Non ci montiamo la testa, VOLIAMO BASSI, siamo solo all’inizio di un percorso che ci può portare a intravedere  la  fine del tunnel, solo che nel gruppo continui ad aleggiare  l’armonia  e cresca sempre di più il feeling  squadra/ tifoseria.