ALCUNE DOMANDE CHE CI PONIAMO ED ALLE QUALI NON SAPPIAMO DARE RISPOSTA

 di Franco Cleopadre  articolo letto 3222 volte
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
ALCUNE DOMANDE CHE CI PONIAMO ED ALLE QUALI NON SAPPIAMO DARE RISPOSTA

Mentre mi recavo allo stadio, ho avvertito una sensazione  particolare. A circa 20 minuti dall’inizio dell’incontro, attraversando  piazzale  Botteghelle , dove normalmente  parcheggiano le auto  dei  tifosi , ho visto in sosta circa 20 macchine. Il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato “ Chiuso per lutto “. L’impressione ,ha assunto dimensioni  maggiori ,quando ad inizio partita lo stadio presentava circa 1000 spettatori, compresi i circa 70 tifosi del  Brescia, presenti in tribuna ospiti. Che dire ? Immagine che rasenta il surreale. C’è poco da commentare !  Dei 3017 abbonati di Giugno  circa 2000 hanno  preferito rinunciare “ alla terzultima frittata casalinga “ . Il Patron Foti si è lamentato che i tifosi  hanno abbandonato la squadra, ma  gli stessi  tifosi  gli chiedono  come mai non  ha  adottato  nessun incentivo  per stimolarli a ritornare allo stadio ,come ad esempio ,ha  fatto  il  Bari. E’ vero  che a Bari l’ingresso costava 1 euro, ma quantomeno quella  strategia  è servita a far rinascere intorno alla squadra l’entusiasmo , dopo l’uscita dei Matarrese. Oggi il Bari si trova a ridosso dei play off  e con l’enorme bacino di utenza che lo sorregge , non è da escludere qualche sorpresa  in chiave play off. Perché la Reggina ,pur  “ massacrata dai debiti “  ha rinunciato alla  spinta di quella frangia del tifo  che le avrebbe potuto  dare qualche stimolo in più ?  E’ vero che “ quando si ama “ non si va alla  conta  dei globuli rossi  o bianchi del partner…  se però si ha  chiara  in mente … la carta d’identità del tifoso.  Il tifoso è come il pesce. Ha bisogno dell’esca per abboccare  e  la migliore esca è data dai risultati. Ma  è sempre vero  il detto  che “ Se Maometto non va alla montagna , la montagna  va da Maometto” ?  In questo caso, Si!  Il tifoso ,come i calciatori, ha bisogno di stimoli e questi  non possono essere   le 21 sconfitte  a quattro giornate dalla conclusione del torneo,  o il pensiero prevalente   all’incremento del conto in banca. Appare ipocrita ed  equivoca  l’etichetta  che qualcuno  appioppa  ad  una  parte  del  tifo  “pantofolaio “ , di non amare la Reggina. Il tifoso, non solo amaranto ma internazionale si divide in due  frazioni  delle quali una è rappresentata dal cosiddetto zoccolo duro e questo  per la Reggina potrebbe essere  costituito  dai presenti  ieri allo stadio e l’altra dei tifosi a risultato  o  a convenienza dipendenti ,  che rappresentano ,purtroppo la maggioranza.
IL CASO BARI
 Ritornando al caso Bari non è da sottovalutare che il San Nicola ha  superato  le 20 mila presenze  da quando i Matarrese  hanno lasciato la Società dopo 37 anni di gestione e a Novembre 2013 la società aveva  un deficit di 11 milioni di euro.  La gran massa dei tifosi reggini chiede l’allontanamento di Foti dalla Reggina calcio. Pur sapendo di essere in fortissima  minoranza  noi non chiediamo  il suo allontanamento, bensì il ridimensionamento  del ruolo, paragonabile a quello del consulente  ,non ritenendo di poter  disperdere , pro Reggina, il patrimonio di esperienza e  conoscenze maturato .
LA REGGINA OGGI
 Venerdì  9 Maggio  la Reggina  ha presentato  al tribunale la richiesta di RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO . Tale procedura   mira a  rinegoziare  i debiti  verso i creditori  e quindi  fornire  alla Società  strumenti  giuridici che le consentono  il salvataggio  dal fallimento ( si parla di debiti verso Bonazzoli, Colombo, Zizzari ) . Per Bari e Siena ,ciò non è stato  possibile  e sono state  costrette  a fallire  e portare  i libri  contabili  in tribunale  .  La ristrutturazione del debito, agevola la prosecuzione dell ‘attività dell’impresa e favorisce ,pur con qualche sacrificio economico ,i creditori  rispetto a quanto potrebbero ottenere  dal fallimento dell’impresa stessa .  Si attua  attraverso due fasi : LA STRAGIUDIZIALE  con  la quale il debitore  concorda con i creditori un possibile piano di rientro   che può   prevedere  dilazioni nei pagamenti, cessione di beni  , riduzione d’interessi, nuove forme di garanzia  ,differimento delle scadenze,  conversione dei debiti in titoli azionari o quote della società,  E LA GIUDIZIALE in cui l’accordo viene riconosciuto  dal tribunale. Detto accordo deve  comprendere  almeno il 60% dei debiti e affinché  possa produrre effetti  è necessario  che alla domanda  di ristrutturazione venga allegata una  dettagliata relazione  redatta da un professionista ( dottore commercialista  e revisore contabile ) , che contempla  la situazione patrimoniale economica  e finanziaria oltre che l’elenco dei creditori e  ne attesta la fattibilità. Il tribunale  ricevuta la domanda   senza  entrare  nel merito  della relazione  la  può o non  omologare ( approvare), limitandosi  a prendere in esame  la  fattibilità ( che è stata comunque accettata dai creditori ) giuridica,  se non intervengono opposizioni da parte di chi  ne abbia interesse  e titolo . L’accordo  è pubblicato nel registro delle imprese   e da quel giorno  produce effetti  giuridici. Il rimanente 40%  dei creditori che non aderisce  al piano  e per 60 giorni dalla pubblicazione del piano  non può  iniziare  o proseguire  azioni  cautelari  o esecutive  sul  patrimonio dell’azienda debitrice, al fine di garantire la sua operatività.  L’accordo, però ,non ripara integralmente  l’azienda e i creditori che per convenienza  lo sottoscrivono ,in quanto  ha limitati effetti  verso  quel 40% di creditori che non  lo ha sottoscritto. Inoltre, dalla data di pubblicazione dell’accordo decorrono i 120  giorni entro i quali  si deve saldare quanto concordato .La  Reggina  ha chiesto  la ristrutturazione del debito  per una somma che è  pensabile  aggirarsi sui tre milioni di euro  ed è ipotizzabile che  andranno a scadere in autunno,  dopo cioè  la campagna abbonamenti  , trasferimenti e sarà ricevuto dalla Lega Pro  il paracadute , che si potrebbe aggirare sulla quota necessaria alla Reggina per iscriversi al campionato di Lega Pro, ovvero 600 000 mila euro.  E’ inutile ,da oggi, fare sogni  di gloria per il prossimo anno se  non si supera  l’attuale fase critica. Il Cesena nella  stagione che sta per concludersi  era in pessime acque, ma poi  è intervenuta l’imprenditoria locale  e le criticità sono state superate. Esiste a Reggio  questa imprenditoria disposta  ad intervenire con Foti  in cabina di regia ? Dubitiamo.  Quanti dei 3017  tifosi di giugno dell’anno scorso rinnoveranno l’abbonamento ? Quanti dei  32 contratti in esubero riuscirà  la Reggina a collocare sul mercato ? Riuscirà la Società  a ristrutturarsi  sotto il profilo  tecnico/organizzativo ? Sono alcune  delle domande  che ci poniamo e alle quali non sappiamo dare risposta.