IL PAGELLONE DI FINE ANNO - I centrocampisti: male gli esterni, Colucci dà ordine
Dopo portieri e difensori è la volta dei centrocampisti:
ANTONAZZO (5.5)
Ci si aspettava un apporto maggiore dall’ex Taranto e Grosseto. Voluto fortemente da Dionigi, arriva in riva allo Stretto con sei mesi di ritardo. Scarsa spinta sulla destra, fascia di competenza, di lui ricorderemo il gol allo scadere contro il Novara che valse il pareggio.
D’ALESSANDRO (5)
Stagione da dimenticare per il terzino/esterno destro, ex Reggiana. Il calciatore non ha inciso in positivo sulle prestazioni della squadra e, prima con Melara, poi con Antonazzo, ha dato vita a un ballottaggio che non ha mai dato vere alternative ai due tecnici. Chiude la stagione infortunato e sotto i fischi del Granillo.
MELARA (4.5)
Resta in riva allo Stretto solamente per qualche mese (la prima parte di stagione) ma non convince nessuno. Dionigi a inizio anno aveva ammonito la società chiedendo un esterno destro perché non si fidava né di Melara né di D’Alessandro, qualcuno ha fatto orecchie da mercante.
HETEMAJ (5.5)
Finale in crescendo che gli consente di raggiungere la quasi sufficienza dopo un torneo in cui ha pensato più a darle che a prenderle. Bene quando si tratta di rompere il gioco altrui, male quando è lui a doverlo impostare: può contare, comunque, su due polmoni che gli consentono di correre per quattro.
ARMELLINO (5)
Negli ultimi due mesi non viene quasi mai chiamato in causa, se non nella sfida finale di Vicenza dove ha il compito di giocare largo e non consentire a Lazcko di scendere palla al piede. Nella gestione Dionigi non convince e, spesso e volentieri, offre prestazioni mediocri.
COLUCCI (6.5) – D’accordo tutti che non è al massimo della forma, che non ha dato chissà quale marcia in più. Ma c’è da dire che, arrivato in un centrocampo dove regnava solo ed esclusivamente la confusione, ha avuto il merito di metterci esperienza e ordine, in un ruolo non propriamente suo. Quando viene chiamato ad agire da centrocampista offensivo (Ascoli) regala la sua miglior prova stagionale.
RIZZO (5)
Dopo cinque mesi in cui anche Dionigi sembrava aver perso la pazienza, relegandolo in panchina nel mese novembre/dicembre, bussa alla porta il Pescara che gli regala la serie A.
BOMBAGI (6)
Invenzione di Dionigi nel ruolo di cervello della squadra: mostra di possedere una buona tecnica ma spesso il tempo concesso è quasi pari allo zero. Dai suoi piedi passa l’angolo di Crotone per il gol di Freddi.
BARILLA’ (6)
Non sarà tecnicamente eccelso ma anche quest’anno è stato all’altezza del compito. Da interno di centrocampo parte bene per poi perdersi, da esterno dà il meglio di sé sia con Dionigi che con Pillon anche se, a memoria, fatichiamo a ricordare un cross che sia uno.
RIZZATO (5)
La sua peggior stagione in amaranto, dopo quella del primo anno con Novellino in panchina. Male per tutto il corso del campionato se paragonato agli altri anni: mai un cross azzeccato, forse spremuto un po’ troppo visto che non si ferma da quasi tre stagioni.
