SERIE B - Presentato lo stadio ideale della Lega Cadetta: B Futura

16.05.2013 19:07 di  Redazione Tuttoreggina   vedi letture
SERIE B - Presentato lo stadio ideale della Lega Cadetta: B Futura
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© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it

Stadi da 10.000 - 20.000 spettatori, con un costo tra i 1.000 e i 2.000 euro a posto, realizzati grazie a un iter amministrativo certo, da conseguire attraverso il project financing o la Concessione, quindi servizi ad hoc per migliorare l’impianto in termini di funzionalità, sicurezza, connettività, accessibilità, impatto ambientale e interazione fra tifosi. Da ottenere, infine, con mix tra le differenti forme di finanziamento e strumenti di accesso al credito disponibili. E’ lo stadio sostenibile della Serie B, uscito da uno studio durato sei mesi e che ha rappresentato il primo step di B FUTURA, la piattaforma di sviluppo infrastrutturale della Lega Serie B, che intende dare una risposta concreta al problema dell’impiantistica sportiva delle società associate. Una vera e propria attività di supporto, con un’operazione di sistema finalizzata alla riqualificazione e l’ammodernamento di stadi già esistenti o la realizzazione di nuovi. In questa prima fase la Lega Serie B, coordinata da Lorenzo Santoni della Lega Serie B, in collaborazione con i cinque partner Unioncamere (per l’Analisi del contesto e studio di fattibilità), Anci (per l’iter amministrativo), Ance (per la Progettazione preliminare standard), Finmeccanica (per l’Elaborazione di un modello tecnologicamente all’avanguardia) e Istituto di Credito sportivo (per l’Individuazione di strumenti di finanziamento e accesso al credito), ha elaborato un modello ideale di sviluppo.

Con il report di B FUTURA – Piattaforma di Primo Livello, la Lega Serie B prova a fornire una serie di risposte a diversi interrogativi nella convinzione che queste infrastrutture debbano tornare a essere pienamente luoghi di socialità destinati agli appassionati e ai cittadini, generando ricavi incrementali per i club. Analisi del contesto e studio di fattibilità: Lo scopo principale è quello di fornire le linee guida per il nuovo impianto definendo, tra le altre cose, il bacino di utenza, la capienza massima (da 10 a 20 mila posti a sedere a seconda della popolazione, della percentuale di occupazione dello stadio, della presenza in un
raggio di 100 Km di top club), i servizi da integrare e il modello di gestione operativa.

Iter amministrativo: Nel caso si tratti di una riqualificazione di un impianto esistente, l’iter preferenziale è quello della Concessione e del Project financing; nel caso invece di una nuova realizzazione su aree in disponibilità del Comune va
ipotizzato un procedimento in merito alla variante urbanistica che modifichi la destinazione d’uso dell’area. Per la realizzazione di un nuovo impianto su aree in disponibilità della Società le procedure da seguire sono invece l’Accordo di Programma e/o la Conferenza di Servizi. Progettazione preliminare: Stadi eccellenti a basso costo, tra i 1.000 e i 2.000 euro a posto, con l’eventuale scelta di avvalersi di tecniche di costruzione modulare, oggi largamente utilizzate, in grado di ridurre i costi e i tempi di realizzazione pur assicurando comunque elevati standard di qualità in termini di comfort e servizi.

Implementazione tecnologica: Strumenti e tecnologie che permettano di migliorare la gestione integrata dell’impianto in termini di sicurezza, connettività, mobilità, impatto ambientale e interazione tra i tifosi presenti allo stadio e l’evento stesso.

Business plan, finanziamento e accesso al credito. La struttura e le fonti di finanziamento non si basano su un’unica soluzione ma su un mix bilanciato di capitale proprio e di capitale di terzi. Concretamente questo studio, comparato anche con gli stadi delle seconde leghe europee e arricchito da numerosi e approfondite analisi di esempi internazionali, ha già suscitato l’interesse concreto di undici club della Serie B e delle relative amministrazioni comunali (Ascoli, Bari, Brescia, Lanciano, La Spezia, Livorno, Modena, Terni, Varese, Verona, Vicenza). L’obiettivo ultimo è realizzare, per queste e per le altre società che puntano a uno stadio nuovo o a un nuovo impianto di allenamento, una vera e propria struttura operativa, che assuma il ruolo di sviluppatore di progetti da realizzare con i club e i partner interessati.

La Lega Serie B sta portando avanti contestualmente un altro progetto collegato al tema dell'impiantistica, ma dedicato alle infrastrutture immateriali, per incrementare le presenze negli stadi: con Obiettivo pubblico si intendono perseguire gli obiettivi di sviluppare progetti e configurare servizi, per favorire la fidelizzazione dei tifosi e l’individuazione di nuovi target di spettatori.
La scelta di presentare B FUTURA nella sede di Fintecna, ex sede Iri, non è casuale: nel luogo simbolo della ricostruzione italiana, la Lega Serie B vuole partire con lo sviluppo infrastrutturale dell’impiantistica sportiva creando le basi per la realizzazione di una nuova casa per gli appassionati di questo amato sport rispondente alle mutate esigenze dei tifosi e che meriti di essere decorosa, ospitale e funzionale.

Dichiarazioni - Durante la presentazione il presidente della Lega Serie B Andrea Abodi ha spiegato le ragioni che hanno portato la Lega ad aprire un nuovo fronte dedicato all'impiantistica: “B Futura è stata concepita a metà dello scorso anno, prendendo spunto da una constatazione, una necessità e una convinzione: la prima relativa all'oggettiva difficoltà di poter usufruire a stretto giro di una "legge obiettivo" in grado di fornire certezze di tempi, modi e condizioni dell'iter amministrativo, la seconda collegata all'esigenza indifferibile di ammodernare i nostri impianti tristemente inadeguati ai tempi e l'ultima, certamente non per importanza, ispirata dalla convinzione che un stadio o un centro di allenamento rappresentino la casa degli appassionati, quindi meritino di essere decorosi, ospitali e funzionali alle esigenze dei singoli e della comunità. Se la legge sugli impianti sportivi dovesse arrivare – ha concluso Abodi - tanto meglio, ma in ogni caso B Futura coltiva l'ambizione di diventare una sorta di attivatore e di acceleratore di microsviluppo territoriale; configurando un modello con, in ordine logico, tutti gli elementi essenziali del processo realizzativo di un'infrastruttura: l’analisi qualiquantitativa del contesto, l'identificazione dell'iter amministrativo, la progettazione standard degli impianti, l'implementazione di tecnologia relativa a sicurezza, energia e telecomunicazioni, per concludere con l'individuazione degli strumenti di finanziamento dell'opera”.

Nel suo videosaluto il presidente del Coni Giovanni Malagò si è complimentato con la Lega Serie B perché ha giocato di anticipo “in un tema quello degli impianti sportivi che è uno dei più importanti per invertire il trend negativo di occupazione degli stadi. Il paragone con altri Paesi europei, ci vede inseguire un gap che in parte si riversa sui dati di occupazione e sulla mancanza di servizi. All’estero spesso sono stati capaci di fare sinergia con il proprio territorio”. 

Il direttore generale del Ministero dell’Ambiente Corrado Clini ha parlato di B Futura come di un progetto che presenta molte buone pratiche “di esempi che potrebbero essere il driver di iniziative e azioni che il ministero sta portando avanti e che possono intersecare il nostro cammino”.

Il presidente Federale Giancarlo Abete ha detto che nella logica del fare, della progettualità, quella che garantisce un futuro a questo Paese, aldilà delle denunce o delle annunciazioni che troppo spesso campeggiano e che non portano a nulla di
concreto, “B Italia segue una logica di squadra, con regole certe, con un approccio sistemico e organico. Un modo di lavorare da prendere ad esempio”. "B Futura, ha continuato Abete, dà ulteriore forza alla proposizione che stiamo portando avanti in sede politica sulla legge sugli stadi. E’ un’opportunità di sviluppo per tutto il territorio, qui si mette a disposizione la professionalità della Lega e dei suoi partner che non rimane un patrimonio esclusivo”.

Il Direttore generale della Lega Serie B Paolo Bedin ha presentato i cinque moduli su cui è stato diviso lo studio e indicato i vari step che hanno portato alla redazione del report: “Ci siamo focalizzati su impianti abbastanza piccoli, sotto i 20mila spettatori, con un costo sostenibile di massimo 2mila euro a posto, e con servizi moderni capaci di rispondere alle dinamiche e alle esigenze dello spettatore di oggi. A confronto con le altre realtà europee abbiamo stadi con capienze in linea, ma con percentuali di occupazione basse, le più basse fra le cinque maggiori leghe europee, vicino a Francia e Spagna, lontanissimi da Germania e Inghilterra, dove hanno messo in campo politiche materiali di impianti sportivi e immateriali di coinvolgimento dei tifosi”.

Il responsabile sviluppo dell’Uefa Thierry Favre, oltre a garantire il massimo impegno dell’organismo che rappresenta, si è detto felice “di poter portare in giro un esempio italiano positivo sull’impiantistica degli stadi”.

Roberto Massucci dell’Osservatorio Nazionale per le manifestazioni sportive ha ricordato come è necessario la condivisione e non l’imposizione delle regole nel percorso di riempimento degli stadi: “E B Futura risponde a queste esigenze”.

Alessandro Cosimi, vicepresidente Anci e sindaco di Livorno, una delle città interessate alla ristrutturazione dei propri impianti sportivi, ha detto "che non è più ammissibile fare progetti a sé stanti, decontestualizzati dal territorio. Noi siamo per
aprire una fase nuova, attraverso la programmazione territoriale e il project financing, con regole di integrazione e non poste in modo casuale
”.