GIOVANISSIMI - Diego Fornero (ToroNews.it): «Occhio Torino, la pratica non è ancora chiusa. Amoruso... »
Diego Fornero, esperto di Torino giovanile, ci ha raccontato le sue impressioni sulla formazione granata e sulla partita di domenica mattina che vedrà la formazione di Belmonte costretta a recuperare due gol di svantaggio.
Il Torino '98 appare un'ottima annata. Nella sfida d'andata in terra calabra si è imposta per 2-0 a conferma di uno strapotere mostrato anche nel girone regolare. Quale è il punto di forza di questa giovane formazione?
Sì, d’accordo con te per quanto concerne la dicitura “ottima annata” per i piccoli granata. Il merito va soprattutto al tecnico, Menghin, che dal prossimo anno guiderà gli Allievi Nazionali, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto. Il punto di forza è sicuramente l’organizzazione e un gioco offensivo che ha portato, spesso e volentieri, il Torino a dominare le partite dal 1’ al 70’ (le partite dei Giovanissimi durano 35’ a tempo, ndr.); un 4-3-3 molto variabile, spesso trasformato in 4-1-4-1.
Dovessi evidenziare, invece, un tallone d'achille che consiglieresti di sfruttare alla Regina?
Il cosiddetto “tallone d’achille” è la mancanza di una prima vera punta di peso. In questo tipo di calcio ci starebbe a pennello un colosso lì davanti, invece, il Torino non ha un attaccante di peso anche se, ciò, alle volte può risultare un punto a proprio vantaggio perché si danno scarsi riferimenti offensivi. Inoltre si concretizza meno di quanto si crea e, in partite che hanno un certo tipo di spesso, come delle finali scudetto, può essere davvero un problema.
Hai seguito gli amaranto al "Memorial Gusella"?
No, non li ho seguiti al Memorial Gusella ma, piuttosto, al Tappari. Mi ha destato un’ottima impressione la squadra di Emilio Belmonte. Del resto la Reggina è una società che lavora bene col settore giovanile e che ha una storia di un certo spessore dietro. A testimonianza del buon lavoro c’è anche il passaggio di Nicola Amoruso al Palermo in qualità di direttore sportivo, dopo due ottimi anni in amaranto.
Che partita ti aspetti?
Una Reggina che entrerà per riaprire subito la sfida, dovrà essere bravo Menghin a lavorare sull’aspetto mentale dei suoi ragazzi affinché non si rilassino troppo e pensino che la qualificazione sia già stata ottenuta, sarebbe un errore madornale.
Curiosità: il giovane Mazzola, in gol nella sfida d'andata, è parente dei ben più noti Valentino e Sandro?
No, nessuna parentela. È semplicemente un cognome molto diffuso in terra piemontese.
Obiettivo scudetto, i granata sono preparati?
Sì, credo proprio di sì. I ragazzi hanno già dimostrato alla Nike Cup, quando si sono affrontati con tutte le migliori squadre del campionato Giovanissimi, di poter dire la loro. Si sono arresi solamente nella finale contro il Milan, superando prima anche l’ottimo Napoli. In campionato hanno perso solamente tre volte, l’ultima perché scarichi mentalmente, le altre due entrambi i derby con la Juventus. Io, però, punto su di loro per la vittoria finale.
