REGGIO E LO SPORT, Quando un vessillo vale di più della semplice passione
La domenica dello sport reggino, è stata dai due volti. Il dispiacere, vivo, la paura tangibile, che la Reggina possa rischiare di tornare nella terza serie nazionale, il concretizzarsi delle possibili disgrazie di una società giovane e forse poco radicata nell'immaginario colletivo del popolo, l'Hinterreggio, il crollo delle campionesse d'Italia, la Pro Reggina, che pensavano di festeggiare un nuovo, esaltante e incredibile traguardo, le semifinali scudetto, ma anche la festa della Viola, tornata ad un passo da quello che è stato il palcoscenico che ne ha conscrato la leggenda.
Insomma, un'altra domenica vissuta tra delusione e sogno, tra la depressione e l'esaltazione, incentrata tra sentimenti tanto opposti ma nati sotto la stessa stella, quello del legame passionale di una città per lo sport e per le sue espressioni.
Ecco, Reggio adesso non deve perdere la sua propensione di vivere di sport e delle imprese delle sue squadre. Il tifo per le squadre della propria città, non può essere ondivago o a "convenienza", nei tempi floridi senza limiti e in quelli di magra senza alcun credito concesso.
Seguire la Reggina, la Viola e le altre realtà, non deve essere una moda, un vezzo, un passatempo. Nei momenti più difficili di questa città, anche in questi ultimi che la comunità sta vivendo, i sodalizi storici sono riusciti a far tenere insieme giovani e adulti, ricchi e poveri, tutti reggini sotto un solo vessillo,un solo simbolo o tanti simboli, tante bandiere, mille cuori pulsanti per una passione non fine a se stessa.
Cara Reggio, che la Reggina e la Viola, non siano delle mode passeggere, che la squadra in difficoltà, non sia fatalmente snobbata, perché esse, ma anche la Pro Reggina, l'Hinterreggio, le altre realtà calcistiche e cestistiche, quelle pallavolistiche e l'Heliantide Rugby, sono "mas que un club", per dirla alla catalana.
Da passione a passione. Dalla passione delle ragazze della Pro Reggina, costrette ad allenarsi conciliando lavoro, vita privata e varie difficoltà logistiche, dalla passione della proprietà della Viola, costretta a sobbarcarsi mille oneri senza l'aiuto di nessuna delle poche realtà economiche del nostro territorio (l'unica squadra senza sponsor in Dna, è stata proprio quella neroarancio), dalla passione del presidente dell'Hinterreggio, che riesce a far mandare avanti una società quasi senza seguito, ma con tantissimi punti d'eccellenza, come il centro sportivo e il settore giovanile, dalla passione di tutte gli altri sodalizi (senza citarli uno ad uno, ma veramente la passione di tutti è enorme), alla passione di Reggio Calabria, tutta, nessuno escluso.
Ora è il momento di stare uniti, veramente, senza dare adito a critiche e senza dimenticare vizi (tanti) e virtù di una Terra che non riesce o non può dare una mano ai suoi figli migliori.
