Pari al fotofinish, una brutta Reggina resta a galla

20.04.2013 18:30 di  Simone Vazzana   vedi letture
Pari al fotofinish, una brutta Reggina resta a galla
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© foto di Federico Gaetano

Non si può navigare a vista, non si possono fare calcoli. Una Reggina decimata, soprattutto in attacco, torna a casa dallo Scida con un punto insperato, maturato negli ultimi secondi utili, in pieno recupero. Partita allucinante: tre rigori, tanti errori arbitrali, un'autorete in pieno recupero. Pillon, virtualmente esonerato al 93', rivede un raggio di luce a quattro gare dalla fine: Brescia, Cittadella, Grosseto e Vicenza. Gli amaranto salgono a quota 42 punti, incalzati alle spalle dal Vicenza. Un pareggio che fa stare sulla corda almeno altre nove squadre che precedono la Reggina. Un punto d'oro, per il non-gioco espresso. Ma adesso si deve necessariamente vincere.

SPUNTATI - Drago si affida a un 4-3-3 con Gabionetta e De Giorgio a supporto della prima punta, Ciano. Anche se il tecnico pitagorico non dà riferimenti e confida soprattutto sulla capacità di inserimento di Maiello ed Eramo. Pillon, invece, deve fare di necessità virtù: con tre giocatori fuori rosa, compreso Sarno, e Di Michele e Comi squalificati, si torna al 4-4-2, con Gerardi e Campagnacci tandem offensivo. La Reggina parte discretamente, con un buon pressing nei primi dieci minuti. Ma soffre in maniera tremenda sulla propria fascia destra. Sull’out di sinistra, invece, infastidisce il Crotone con l’asse Rizzato-Barillà, almeno dal punto di vista della corsa. Ed è proprio da lì che, al 19’, nasce l'azione che porta al rigore concesso per un fallo di mano di Galardo, comunque visibilmente spinto da Gerardi. Rigore trasformato dallo stesso attaccante.

 

REAZIONE CROTONE - La Reggina, da qui, smette di giocare. E si abbassa in maniera preoccupante, concedendo spazio ai rossoblù, che iniziano a bombardare Baiocco dalla distanza. Al 27’, Ciano calcia dai 30 metri: palo pieno. Sessanta secondo dopo tocca a Del Prete esaltare i riflessi dell'estremo difensore amaranto, bravissimo a deviare splendidamente in angolo la conclusione dell'ex Pescara. Il pareggio è nell'aria e arriva, firmato da Gabionetta, anche se su un rigore inesistente. Concesso per un presunto fallo di mano di Adejo. Al 41’ è ancora Crotone: tiro dalla distanza di Eramo, gran parata di Baiocco, che vola e mette nuovamente in angolo.

CONFUSIONE - La ripresa non presenta cambi in avvio. La Reggina, però, fa grande fatica a tenere palla e a salire di tono e di baricentro. D’Alessandro non riesce a entrare in partita, collezionando diversi errori. E al 57’, il Crotone passa in vantaggio, ancora su rigore. Il fallo di mano, questa volta, è di Hetemaj. Già ammonito, viene graziato da Tommasi. Gabionetta riporta in vantaggio i suoi, costringendo Pillon a richiamare D’Alessandro, inserendo il rientrante Fischnaller. Si passa al 4-3-3. Con Drago che risponde sostituendo De Giorgio a beneficio del centrocampista scuola Inter, Crisetig: è 4-4-2. La reazione della Reggina è confusa: non arrivano conclusioni verso la porta e la manovra, sostanzialmente, è raffazzonata. Galardo si arrende a venti minuti dalla fine, lasciando il posto a Matute. Contemporaneamente, fuori il già ammonito Hetemaj, sostituito da Armellino. Nel finale, Migliore e Bombagi sostituiscono rispettivamente Mazzotta e Colucci. Il cronometro corre, la Reggina si scuote proprio nei quattro minuti di recupero, con cross insidisiosi che portano al calcio d'angolo che chiude il match. Bombagi mette al centro, Freddi sovrasta Del Prete: il fallo è evidente, ma Tommasi non fischia nulla. Il pallone, carambolato sul Del Prete, finisce in porta. E' il gol del 2-2, ossigeno puro. Ma la Reggina, da qualche partita, non gioca più a calcio.