Ancora un tempo regalato. Il Sassuolo vede la A, la Reggina gli spettri della Lega Pro

17.04.2013 00:44 di  Danilo Mancuso   vedi letture
Ancora un tempo regalato. Il Sassuolo vede la A, la Reggina gli spettri della Lega Pro
© foto di Marco Murani/TuttoLegaPro.com

Ora si fa dura. Durissima. Alla Reggina non riesce l'impresa di fare uno sgambetto alla capolista. Con un gol per tempo, infatti, il Sassuolo espugna il “Granillo” e ritrova la vittoria dopo un mese, ipotecando la promozione in serie A. Troppo evidente il divario tecnico tra una squadra che ha gioco e interpreti da categoria superiore ed un'altra che per mantenerla, la categoria, dovrà  andare oltre i propri limiti. Anche questa sera, per superare il Sassuolo, la Reggina avrebbe dovuto prima di tutto superare se stessa. Così non è stato.

Le assenze di Adejo, Barillà e Di Michele avranno pesato, ma, come ha detto Pillon, «non ci sono alibi». Il tecnico di Preganziol propone un 4-5-1 con Armellino, Colucci e Hetemaj in mediana, Sarno e Rizzato esterni alti, Comi unico riferimento offensivo. In difesa, D'Alessandro agisce da terzino destro, Di Bari da terzino sinistro, al centro la coppia Ely-Bergamelli.

Di Francesco sostituisce lo squalificato Magnanelli con Chibsah. Bianchi e Missiroli ai lati del centrocampista ghanese. A comporre il tridente Troianiello, Boakye e Laribi.

TROPPO PASSIVI – Ti aspetti una Reggina che se la giochi «senza ansia e senza paura» e invece ecco la solita squadra versione pugile suonato. Dopo appena 2' uno spunto personale di Troianiello favorisce Boakye, che all'altezza del dischetto col destro non concretizza. L'attaccante ghanese dilapida un'altra palla gol dieci giri di lancette dopo: il disimpegno errato di Bergamelli mette Laribi nelle condizioni di rifinire l'azione per la punta scuola Genoa, che dalla stessa mattonella spedisce a lato. Per vedere il primo tentativo amaranto bisogna attende il 14', quando Sarno si accentra dalla destra e cerca il jolly dalla distanza ma trova la Curva Nord. Mentre Di Francesco va su tutte le furie quando, al 22', è ancora Boakye a divorarsi il gol del vantaggio: l'attaccante neroverde va a incornare all'altezza dell'area piccola un calibrato traversone di Bianchi, ma schiaccia troppo il pallone che termina sopra la traversa. Per farsi perdonare, si inventerà il gol 7' dopo: Chibah alza un campanile, Boakye resiste alla pressione di Ely e impallina Baiocco con un destro violento. Vantaggio strameritato per il Sassuolo, l'unica squadra sin qui in campo. La timorosa Reggina sembra svegliarsi solo nella fase finale del primo tempo, facendosi vedere due volte dalle parte di Pomini nel giro di un minuto: D'Alessandro va a segno ma l'arbitro annulla per fallo di mano, poi è Comi – fin qui predicatore nel deserto – a trovare lo stacco su cross di Rizzato, senza però inquadrare lo specchio.

MISSIROLI, GOL E APPLAUSI – Regalato il primo tempo, inizia la partita della Reggina. Al 51', dopo una discreta trama di gioco, Comi riceve da Armellino spalle alla porta e incrocia: palla di poco alla destra di Pomini. Pillon prova a far scoccare la scintilla con l'ingresso di Campagnacci per Ely e varando un offensivo 4-3-3. Sicuramente, è un'altra Reggina rispetto al primo tempo. A negarle il pari, serve un grande intervento di Pomini, che devia in mano aperta lo stacco di Di Bari su corner di Sarno. Dall'angolo successivo, altra zuccata, questa volta di Armellino, e palla di un soffio fuori. Ma le grandi squadre sono sornione e ciniche. Nel momento migliore della Reggina, infatti, il Sassuolo mette in ghiaccio il match. E lo fa col grande ex, Simone Missiroli, glaciale nell'insaccare col piattone destro un cross di Troianiello. La mezzala di Gallina non esulta e il pubblico di casa gli riserva un applauso sincero quanto inaspettato. Il Missile ringrazia e col braccio destro fa un gesto col quale sembra chiedere scusa: l'istantanea più bella di un'amara serata.

Il gol taglia di fatto le gambe alla squadra amaranto. I tentativi non mancano, ma fanno per lo più il solletico a Pomini: come al 72', quando Campagnacci raccoglie la sponda aerea di Comi e prova la conclusione al volo, neutralizzata senza affanni dall'estremo difensore neroverde. Ad andare più vicini al gol sono ancora una volta gli ospiti, con il solito Boakye, che sfiora il tris col destro da ottima posizione. Pillon prova a dare un'impronta sempre più offensiva alla Reggina, inserendo Antonazzo per D'Alessandro e, successivamente, Fischnaller per Colucci. Ma Armellino fallisce l'ultima chance per riaprire la partita all'81', mandando alto di testa da due passi su cross di Sarno. A chiudere in attacco è il Sassuolo, con Troiano che al 90' crea qualche grattacapo a Baiocco.

La Reggina, ora, è a -2 dal Lanciano, sestultimo. A cinque giornate dalla fine si continua a parlare di cattiveria, di mentalità e di timori reverenziali. Piuttosto che cavalcare argomentazioni giuste ma sterili, chiudiamo con uno spunto meno “filosofico” e più pragmatico: perché non ripartire da quel 4-3-3 che è sembrato rivitalizzare la Reggina?