REGGINA PRIMAVERA - La cronaca di Lazio-Reggina
La Reggina di Roberto Cevoli scivola in casa della Lazio che, con il successo odierno, consolida il primato in attesa del risultato del Catania, impegnato col Vicenza. Gli amaranto hanno disputato una discreta gara, considerate le tante assenze. Bravi gli amaranto ad andare in vantaggio ma che, un po' come successo a inizio campionato con la Roma, dopo ne subiscono ben quattro.
Ecco la cronaca del collega Bernardini, redattore del portale LaLaziosiamonoi.it.
PRIMO TEMPO – Nei primi minuti di gioco la Lazio sembra un po' addormentata. Gli uomini di Bollini cercano di agggredire molto alta la Reggina, che è costretta a tenere il baricentro basso. All'ottavo Rozzi tenta di sbloccare: il numero 9, in prestito dalla prima squadra, tenta la via del gol con un destro a giro, ma la conclusione termina tra le braccia di Licastro. Passano sessanta secondi e gli ospiti trovano il vantaggio. Il gol degli amaranto nasce da un lancio lungo, dalle retrovie, che scavalca la difesa e arriva tra i piedi di Mariani, il capitano avversario con una splendida palombella supera Strakosha. La Lazio non ci sta e, su un cross di Keita, Tounkara non ci arriva per una questione di centimetri. Il pareggio è rimandato al quindicesimo, dopo un'altra clamorosa occasione per i reggini. Quando Rozzi, con una discesa sulla destra, trova il sinistro vincente. Con il risultato sull'uno pari, il match si fa spettacolare, con occasione da una parte e dall'altra. I primi a provarci sono i padroni di casa: Keita crossa dalla sinistra, la palla arriva tra i piedi Tounkara che calcia verso la porta, sulla sfera si avventa Falasca, ma il tapin, dell'ex calciatore interista, finisce tra le braccia del portiere. Neanche il tempo di respirare ed è la Reggina a mancare il nuovo vantaggio. L'azione nasce dai piedi di Maimone che mette in mezzo dalla fascia, il traversone viene girato in porta da Caruso, ma palla sembra destinata ad entrare, ma Strakosha vanifica tutto con un vero e proprio miracolo. Al trentunesimo è ancora la Lazio a provarci, ma il tiro da fuori di Falasca sfiora l'incrocio ed esce. Mentre la partita si avvia verso il break è l'undici laziale a costringere la Reggina nella propria aria di rigore, ma tutte le iniziative biancocelesti non trovano la via del gol.
SECONDO TEMPO – Sin dalle prime battute della ripresa, si capisce che la seconda frazione di gioco sarà meno spettacolare della prima. Infatti nei primi dieci minuti non succede praticamente nulla. Ad interrompere questa fase di torpore ci pensa il solito Keita. L'ex canterano del Barça porta avanti i suoi con una grande azione personale, conclusa con un bel destro ad incrociare. Dopo essere passata in svantaggio i calabresi cercano di alzare il baricentro per mettere più pressione alla difesa laziale. La mossa porta i suoi frutti visto che Bramucci sfiora il pareggio, con una deviazione da pochi passi su cross di Mariani. Scampato il pericolo la Lazio si riaffaccia in avanti e Keita si guadagna un calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Rozzi che con grande freddezza spiazza Licatro, portando la Lazio sul tre a uno. Il doppio svantaggio non scoraggia i ragazzi di Cevoli, che all'ottantaquattresimo cercano di rientrare, ma è nuovamente Strakosha a piegare tutte le velleità degli amaranto. Il colpo di grazia, però, gli lo da Rozzi, che sua assist di Crecco, infila la quarta rete, la terza personale. Sul poker laziale si chiude l'incontro.
