Pillon mette la freccia. Bari sorpassato, basta Di Michele

06.04.2013 01:50 di  Danilo Mancuso   vedi letture
Pillon mette la freccia. Bari sorpassato, basta Di Michele
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© foto di Federico De Luca

Tre su quattro. Pillon ha spazzato quella nuvola di Fantozzi che sembrava perseguitare prima gli amaranto. Questioni di approccio: laddove nemmeno un mese fa si reagiva solo quando non c'era più nulla da perdere, oggi si trova il vantaggio quando sul cronometro sono passati appena 43 secondi, si soffre e si porta a casa la vittoria più pesante della stagione. Così, grazie al sesto gol di Di Michele, la Reggina stende e supera in classifica il Bari, tirandosi momentaneamente fuori dalla zona playout. Il tonfo di Varese? Solo un incidente di percorso, capitolo chiuso

CAMBIO DI MODULO – Quella sconfitta proprio non l'aveva digerita il buon Pillon. Nessun “se”, nessun “ma”. Varese rappresentava il manuale di tutto ciò che la Reggina non doveva fare. A partire dall'atteggiamento tattico. «Devo apportare qualche correttivo», l'ammissione del tecnico veneto. A costo di violare un sancta sanctorum di via delle Industrie come il 3-5-2. Detto fatto: Pillon schiera la Reggina col 4-4-2, con Sarno ala destra, Barillà sull'out opposto, Di Michele e Gerardi punte. Assieme a Hetemaj, in mediana, c'è Colucci. Insomma, una Reggina a trazione anteriore.

GARA IN DISCESA –  L'intento di impostare una gara offensiva viene subito premiato: dopo nemmeno un giro di lancette dal fischio d'inizio, Barillà sfonda con un'azione insistita sulla sinistra, vince un rimpallo e serve a Di Michele un pallone da spingere solamente in fondo alla rete. Quinto gol nelle quattro gare della gestione Pillon per il  numero 9 amaranto. Ma come lo stesso attaccante ammetterà, gran parte del merito è del centrocampista di Catona. Al 6' è Gerardi a sfiorare la deviazione aerea su punizione di Sarno. Lo stesso centravanti ci prova all'11' dalla distanza, ma il suo diagonale termina a lato. Col passare dei minuti, è il Bari a prendere in mano il pallino del gioco, mentre la Reggina copre gli spazi cercando di ripartire. Da evidenziare l'applicazione in fase di copertura dello stesso Sarno. I pugliesi creano il primo pericolo al 22', quando Rossi si beve Hetemaj sulla sinistra e scodella nell'area amaranto: sulla sponda di Dos Santos, ci mette una pezza Di Bari. La Reggina invece va vicina al raddoppio al 28', quando Di Michele, lanciato da un rinvio di testa di Hetemaj, da posizione defilata si vede chiudere lo specchio da Lamanna. Il Bari non riesce a trovare varchi e si limita a conclusioni dalla distanza che Baiocco neutralizza facilmente, come al 35' con Romizi. Mentre la Reggina si riappropria delle chiavi del gioco, fa girare palla e, a sprazzi, offre un ottimo calcio. La qualità del palleggio diminuisce quando, al 38', l'acciaccato Colucci è costretto a uscire: al suo posto c'è Armellino. Pugliesi pericolosi in chiusura di primo tempo su corner, con Tallo che non riesce a deviare efficacemente sotto porta.

SOFFERENZA – Decisamente più sofferta la ripresa. Torrente prova a dare una sterzata al match inserendo Bellomo al posto di Romizi. Il talento barese va a piazzarsi in cabina di regia.  Armellino prova a suonare la carica al 51': il suo tentativo dalla distanza è apprezzabile, anche se termina di poco alla destra di Lamanna. Le insidie per la squadra di casa arrivano ancora da un corner battuto da Bellomo, con Ceppitelli che stacca alto. La difesa amaranto balla al 57', quando Tallo arriva di un soffio in ritardo su un tiro-cross di Iunco. Ora la Reggina difende col 4-5-1, con Sarno da una parte e Di Michele dall'altra a sacrificarsi nei ripiegamenti sugli esterni. Torrente inserisce Fedato per Defendi, passando al 4-2-3-1. L'attaccante ex Lucchese ci prova al 69', con un tiro che termina pericolosamente sull'esterno della rete. Pillon inserisce forze fresche: dentro Antonazzo per Sarno (75'), poi Comi per Gerardi (86'). Prima di accomodarsi in panchina, il centravanti prelevato dall'Udinese impegna Lamanna con una botta dalla distanza. La Reggina chiude in crescendo, poi si compatta per gli ultimi minuti di forcing biancorosso. E al triplice fischio finale, esplode un urlo di liberazione.