ESCLUSIVA TUTTOREGGINA - Di Maio (Il Mattino): «A Reggio per chiudere il discorso salvezza. Vespe incapaci di far gol, amaranto...»
Domenica pomeriggio allo stadio "Oreste Granillo" sarà di scena la Juve Stabia di mister Braglia, formazione spesso antipatica ai colori amaranto. Per conoscere il percorso della squadra campana abbiamo contattato il giornalista stabiese, Gioacchino Di Maio, redattore del quotidiano "Il Mattino".
La Juve Stabia arriva da due pareggi interni, uno beffardo con l'Ascoli, l'altro prestigioso col Sassuolo. Restano vivi i sogni play-off o si pensa a programmare già la prossima stagione?
«Il magro bottino ottenuto in occasione di una doppietta casalinga da cui ci si attendeva qualcosina in più costringe la società a concentrarsi esclusivamente sulla conquista di una salvezza messa in discussione dai risultati delle inseguitrici. I play-off non sono mai stati il reale obiettivo di una formazione che manca di un bomber e , soprattutto, ha sin qui a più riprese fallito il classico esame di maturità. Ora che il gap dai play-out è di appena 5 punti sarebbe oltremodo folle pensare in grande, anche perché il calendario delle vespe riserva un finale da brividi.»
I gialloblù in questo 2013 - come hai evidenziato in queste righe anche tu - non stanno sicuramente disputando un ottimo girone di ritorno a dispetto di un'andata da assoluta protagonista, come mai?
«Sul cammino delle vespe stanno influendo in maniera palese i tanti infortuni ed il continuo cambio di assetto che, a dispetto di quanto è accaduto nel girone di andata, sembra stia registrando qualche problema di troppo. Ha un certo peso anche una campagna di mercato invernale incentrata più sullo scrollarsi di dosso ingaggi onerosi che sul rafforzarsi, contrariamente alle sfarzose operazioni di rafforzamento degli altri club. Uomini come Erpen e Danilevicius, oltretutto, si erano ormai calati perfettamente nella realtà locale potendo contare sull'esperienza dello stesso anno, le loro partenze, mixate ai tempi di ambientamento di innesti come Verdi e Suciu, stanno dunque pesando più di quanto la società potesse prevedere. Inoltre, per motivi familiari, è partito Genevier, autentico metronomo del centrocampo gialloblù e non è mai semplice riprogrammare rapidamente i meccanismi in questi casi.»
Tra l'altro in questa stagione il Menti non sembra più quel fattore determinante.
«Il fattore Menti è relativo, sin qui sono gli episodi a condannare le vespe. Basti pensare che le ultime tre reti subite in casa sono state puntualmente frutto di errori dei portieri o del pacchetto arretrato: la Pro Vercelli ha beffato Seculin con un tiro da 30 metri di Cristiano, l'Ascoli ha pareggiato in pieno recupero con la difesa che non è riuscita a far scattare il fuorigioco, il Sassuolo ha approfittato di una parabola di Berardi dai 40 metri che ha sorpreso un Nocchi incerto nell'occasione. Poi diviene ovviamente difficile recuperare determinate partite. Probabilmente è proprio la trappola del fuorigioco una delle cause del calo della Juve Stabia, ormai non si contano più i gol incassati per errori nel salire.»
Braglia è un tecnico schietto e molto diretto: ha detto di non fidarsi degli amaranto. Tu come giudichi il percorso della Reggina fin qui?
«La Reggina, al cospetto della qualità dell'organico, è probabilmente ad oggi da annoverare tra le delusioni del campionato. Il successo con l'Ascoli sembrerebbe aver rigenerato una formazione che con Pillon potrebbe trovare quell'entusiasmo talvolta mancato sino ad oggi. Braglia ha ragione nel non fidarsi degli amaranto, la rimonta con il Livorno, per quanto vada ringraziato Fiorillo, ed il successo con i bianconeri dimostrano che la squadra è in salute e vuole abbandonare i bassifondi della classifica.»
Domenica non ci saranno Murolo e Figliomeni con una difesa da reinventare: ai due si aggiungono altri indisponibili?
«Mancherà quasi sicuramente Bruno, infortunatosi in settimana. L'attaccante ex Sassuolo, tenuto fuori dal tecnico toscano per scelta tecnica nelle ultime due settimane, potrebbe tornare in campo giovedì contro il Modena. Da valutare invece le condizioni di Caserta, non allenatosi ieri, e Mbakogu, il quale ha avvertito un fastidio muscolare di lieve entità che tiene comunque in apprensione il club dopo le ultime vicissitudini. Entrambi dovrebbero comunque partite per Reggio Calabria.»
Lo scorso anno c'era Marco Sau a tramutare quanto si creava in gol, forse è questa la vera differenza con la squadra dello scorso anno? L'assenza di un vero bomber d'area di rigore?
«L'assenza di un bomber da doppia cifra pesa moltissimo sugli equilibri della Juve Stabia. Braglia, che già nelle prime giornate ha intuito i limiti del proprio organico, ha abbandonato il 4-4-2 in favore di un 4-3-3 che potesse giovare degli inserimenti dei centrocampisti, su tutti Caserta e Mezavilla. La società in estate ha deciso di puntare su Cellini approfittando della svalutazione da squalifica, una mossa rivelatasi errata dato che il bomber toscano, di suo già discontinuo in carriera, ha realizzato appena 2 reti e da 4 partite è tenuto in panchina. Sbagliata anche la scelta Bruno che, al di là delle 4 gol segnati di recente, lotta settimanalmente con problemi muscolari che ne limitano il rendimento. E poi c'è Mbakogu, l'autentica scommessa dei patron Giglio e Manniello. Il nigeriano, dopo un ottobre da favola, è tornato al proprio anonimato a causa di una lunga assenza per infortunio e di continui acciacchi di lieve entità che ne limitano il rendimento. A 10 giornate dalla fine si può bocciare tranquillamente il mercato offensivo della Juve Stabia, soprattutto se si considera che il capocannoniere risulta ancor oggi essere Danilevicius, andato via a gennaio in direzione Latina, con 7 reti. Ed i frutti si vedono: i gialloblù creano molte più occasioni rispetto alla passata annata riuscendo a concretizzarne meno della metà. Con Sau bastava spesso un unico pallone giocabile per andare in gol, probabilmente con un attaccante di spessore i play-off sarebbero oggi un obiettivo concreto.»
La sfida d'andata vide i campani imporsi a cinque minuti dal termine e tradizionalmente la Juve Stabia ha sempre avuto la meglio sui calabresi. Ricordi un po' i precedenti storici tra queste due formazioni?
«Il precedente più lieto è certamente quello relativo ai play-off di serie c1 del lontano 1994 poi persi nella finale del San Paolo dalla Juve Stabia contro la Salernitana. L'anno scorso invece il match di andata permise alla serie B di scoprire Marco Sau, al primo gol assoluto tra i cadetti, regalando una bella vetrina anche ad Andrea Raimondi, autore di un gol straordinario dai 25 metri. Quel successo fece comprendere che le vespe erano pronte per vivere un torneo non da semplici comparse. Non ricorderà invece con affetto il precedente di quest'anno Mbakogu, il quale proprio in quell'occasione patì i primi problemi muscolari chiedendo il cambio nella ripresa. Lì è iniziato per lui un autentico calvario che sembrerebbe esser senza fine. La speranza, in casa stabiese, è che domenica si possa scrivere una nuova pagina positiva, magari blindando la salvezza.»
Proviamo a ipotizzare la formazione di domenica pomeriggio?
«Braglia dovrebbe confermare il 4-3-3 che ha ben figurato contro Ascoli e Sassuolo. Tra i pali, nonostante il continuo turn-over tra i due portieri in rosa, dovrebbe esser confermato Nocchi. In difesa le assenze di Murolo e Figliomeni limitano moltissimo le scelte: Scognamiglio farà coppia con Martinelli al centro con Baldanzeddu sulla corsia destra e Dicuonzo a sinistra. Qualche incertezza in più vi è a centrocampo, dove bisognerà comprendere se Caserta riuscirà o meno ad essere della partita. Dovesse farcela, sarà schierato accanto a Doninelli e Mezavilla. In assenza del centrocampista calabrese è pronto Suciu. n avanti Zito dovrebbe operare sulla corsia mancina con Acosty su quella opposta e Cellini al centro. Verdi, in calo nelle ultime uscite, dovrebbe essere il sacrificato di turno. Difficile, considerate le ultime notizie dell'infermeria, un impiego di Mbakogu dal primo minuto.»
